BUSTO ARSIZIO – È ispirato alle parole di Cesare Pavese la nuova stagione del San Giovanni Bosco di Busto Arsizio che ha come direttore artistico Claudio Fantinati. «Il titolo “Vivere è ricominciare sempre” è come diffondere una buona notizia, che è il significato del Vangelo: noi – ha spiegato ieri, mercoledì 11 settembre, il parroco don Alberto Corvi alla presenza del vicesindaco Manuela Maffioli, di Margherita Antonelli, Laura Negretti, Giorgio Rizzi e Andrea Mirto – lo diremo in cinque modi diversi: con il teatro di prosa e per i bambini, con il nostro tradizionale cineforum e la cinerassegna nonché la novità di quest’anno del cabaret».
«Una trasfusione reciproca di energia»
Maffioli ha lodato la fecondità di un’offerta culturale in crescita, che moltiplica l’attrattiva di andare a teatro: «In città abbiamo ben otto sale che da sempre lavorano in stretta sinergia e la programmazione, frutto di questo confronto, richiama gente da altri quartieri e da fuori città. Il plauso va alle parrocchie e al loro soffio vitale: grazie ai volontari e agli operatori nell’ambito della cultura, che sosteniamo come politica dell’amministrazione. Durante la pandemia non le è stato tolto nulla ma anzi sono stati aumentati in questo senso. Si tratta una trasfusione reciproca di energia, perché anche la chiusura di una sola sala è una ferita per tutta Busto. E attraverso questo linguaggio si può insegnare tantissimo ai bambini; anche con una sana risata, un toccasana per i momenti particolarmente bui. Il San Giovanni Bosco lascia ben sperare per il futuro e l’educazione dei nostri cittadini».

Saper ridere
Rizzi, delle associazioni C’È Un Asino Che Vola e L’Arca Di Noe, si è occupato delle date rivolte ai bambini: «Al nostro primo spettacolo abbiamo avuto novanta-cento spettatori e siamo andati in crescendo, tanto da fissare il calendario in base alle scuole, con eventi che si terranno anche al lunedì mattina. Proseguiremo fino a marzo con compagnie provenienti da città come Roma, Siena e Treviso dando però un po’ di spazio anche a quelle locali come Teatro Blu».
«Arrivo dalla prosa e sono stata regalata alla comicità» ha raccontato Antonelli, attrice e presentatrice già al San Giovanni Bosco nella scorsa stagione con “Secondo Orfea”, che ha illustrato i particolari degli appuntamenti di “Da che pulpito – Risate tutti i santi giorni”. «L’obiettivo è far assaggiare al pubblico tipi diversi di comicità, passando dalla satira sociale o politica a quella visuale e surreal. La rassegna è organizzata in duetti in cui ciascun comico – tra gli altri ci sono Alessandra Ierse, Stefano Chiodaroli, Claudio Batta e Max Pieriboni – presenterà il suo meglio riguardo a un tema ogni volta diverso come il cibo, l’amore, la famiglia, etc.. Alcuni vengono da Zelig ma ci tengo a fare una rassegna dove non siano “televisivi”, seguendo le massime “Saper ridere è saper vivere, saper ridere è saper capire”».
Titoli caleidoscopici e il debutto di “Plasticamare”
«Anche per noi di Teatro In Mostra – così Negretti – è il secondo anno, in cui presentiamo la stagione di prosa serale. Siamo partiti dal “poco” per arrivare al “quasi tanto”, vedendo che il pubblico arrivare anche da fuori del quartiere, come da Como da o Cantù. Per i prossimi mesi vi proponiamo titoli caleidoscopici, cioè tali da attraversare tutti i generi, per tutti i gusti e tutte le realtà. Apriremo il 12 ottobre con l’anteprima di “Plasticamare”, rilettura in chiave ecosostenibile di “Il vecchio e il mare”, il più famoso romanzo di Ernest Hemingway: un debutto è come far nascere un bambino e noi abbiamo scelto questo posto perché ci sentiamo accuditi e protetti. Gli altri spettacoli avranno come protagonisti Antigone, Liala, Barbablù e i personaggi del film “Il dramma della gelosia” di Ettore Scola. All’appuntamento del cineforum si aggiunge la cinerassegna a cura di Mirto con film come “Io capitano”, “Perfect days”, “C’è ancora domani” e “Tatami”: «Storie diversissime della vita come possibilità di ricominciare».
A Busto “Il vecchio e il mare” , con Teatro in Mostra Hemingway in versione green
