LAVENA PONTE TRESA – Da una Como sempre più affollata e costosa ad una zona più tranquilla e alla portata di tutte le tasche come il Lago Ceresio. È una delle tendenze emerse in questa estate 2025, in cui la sponda varesina del Lago di Lugano sta riscontrando molto interesse nei turisti stranieri. Che scelgono la bici per scoprire il territorio: proprio alla crescita del cicloturismo è dedicato questo quarto appuntamento (qui sotto il video) del reportage estivo di Malpensa24 sul turismo a Varese e provincia.
La rivincita del Ceresio
Il Varesotto dunque come alternativa alla più glamour e patinata Como, nota in tutto il mondo da qualche anno ormai grazie al booster Clooney e recentemente salita ancora di più alla ribalta per gli exploit della squadra di calcio dalla ricca proprietà indonesiana che attira vip e tifosi dall’estero in riva al Lario. Ma non è tutto oro quel che luccica: il rovescio della medaglia si chiama overtourism. Lo si può leggere nei comportamenti di chi sceglie i laghi del Nord Italia per vacanze attive all’insegna dello sport e del relax. Tranquillità che evidentemente molti non trovano più sul (fin troppo) vivace Lago di Como, tra località affollate e prezzi di soggiorni e servizi sempre più alti: i costi degli alloggi a Como sono aumentati del 51,7% negli ultimi 4 anni secondo l’ultima analisi dell’Unione nazionale consumatori. Lo può testimoniare chi ha il polso della situazione, incontrando giornalmente i turisti che arrivano sul Ceresio. «Quest’estate – racconta Luigi Manzo, responsabile dell’infopoint di Lavena Ponte Tresa – tanti turisti ci hanno confessato di essere scappati da Como per il troppo caos e di aver trovato qui sul Ceresio più tranquillità e prezzi diversi. C’è una tendenza a riscoprire questo e gli altri laghi della nostra provincia».
Uno su tre sceglie la bici
Fenomeno che, va sottolineato, riguarda una particolare tipologia di turista, mentre chi cerca il lusso evidentemente sul Lario trova proprio quello che desidera. A preferire mete meno inflazionate e più a misura d’uomo sono soprattutto coloro che amano trascorrere vacanze “active”. Come i cicloturisti, che sul Lago di Lugano sono in forte crescita. La scorsa estate è emerso un dato che si sta consolidando anche in questo 2025: il 30-40% dei turisti che visita il Ceresio lo fa in sella alla bici. Una percentuale consistente: e oltre ai numeri a parlare sono anche le immagini delle biciclette che si vedono in gran quantità sulla lacuale dalla dogana di Ponte Tresa fino a Porto Ceresio. Si fa sentire dunque l’effetto Doyoubike, il progetto varato nel 2022 dalla Camera di Commercio che dopo una prima fase di strutturazione dell’offerta ha portato alla creazione di una rete per i cicloturisti in cui non manca nulla, dai servizi dedicati alla segnaletica, dalle colonnine di ricarica fino alle mappe degli itinerari scaricabili online oppure consultabili sulle brochure. «Questa è stata proprio la zona apripista del progetto – commenta il project manager di Varese Doyoubike Giovanni Martinelli – e oggi fortunatamente vediamo i risultati». Dai fam trip con i giornalisti stranieri alla partecipazione alle fiere di settore il nome di Varese è iniziato a girare tra gli appassionati di cicloturismo. «Il primo anno in fiera non ci conoscevano e quest’anno invece venivano apposta a cercare informazioni». E l’effetto positivo non si nota solo sull’estate: i periodi clou per il cicloturismo sono infatti la primavera e l’autunno. Per Doyoubike ci saranno ancora ulteriori sviluppi, nell’ambito delle iniziative della fondazione Varese Welcome.
Un turismo consapevole
Tra i punti di forza del progetto ci sono gli official point, ovvero la rete di operatori attrezzati per accogliere i cicloturisti in tutto il Varesotto. Sono 80 in totale: a Lavena Ponte Tresa c’è lo Yachting Residence, che nei suoi appartamenti ospita principalmente turisti stranieri, a cui vengono messe a disposizione delle biciclette. Spesso sono già attrezzati e si portano la fedele due ruote da casa: in alcuni casi arrivano addirittura senza auto spostandosi direttamente in bici. In altri casi invece la noleggiano sul posto. Anche qui si registra un aumento di presenze in arrivo dal vicino Lago di Como. Maryna Dmytrenko, che gestisce la struttura, ha notato quest’estate un aumento sensibile dei cicloturisti. «Sono in particolare tedeschi, svizzeri, olandesi e danesi. Apprezzano molto i dintorni e le possibilità di escursioni, come la ciclabile e il Parco dell’Argentera. Ci dicono tutti che è una zona bellissima». E soprattutto è un turismo positivo: non solo amante dello sport e della natura, ma più in generale rispettoso del luogo che visita. «Con i cicloturisti siamo riusciti ad alzare il livello della clientela, c’è stato un netto miglioramento. È un turismo più consapevole e attento, che fa bene al territorio: è stato un piacere ospitarli». Importante anche l’integrazione con gli altri mezzi: tutti i treni in provincia di Varese sono abilitati al trasporto bici, permettendo di partire da Varese e scendere a Luino, costeggiare Lago Maggiore e Lago Ceresio e ripartire in treno da Porto.
Il negozio dell’ex ciclista
Proprio a Porto Ceresio c’è un altro degli official point storici: è il negozio In Fuga di Luca Chirico, ex ciclista varesino che può vantare diverse partecipazioni al Giro d’Italia, alla Milano-Sanremo e altre competizioni come i mondiali under23 del 2014. «Quest’estate ho parlato più inglese che italiano – risponde ridendo quando gli chiediamo come sta andando il noleggio delle bici – è la terza stagione estiva che faccio e quest’anno ho visto davvero un aumento esponenziale proprio tra gli stranieri che scelgono le sponde del lago per concedersi dei bellissimi giri in bicicletta. Stiamo vedendo l’effetto Doyoubike». In particolare sono tedeschi, inglesi e olandesi. La tipologia più richiesta è l’e-bike, il cui avvento ha contribuito al boom del cicloturismo, dando possibilità anche a chi è meno allenato di affrontare con facilità i percorsi più collinari, di cui il territorio di Varese è ricco. Ma anche le bici da strada e gravel sono gettonate tra i suoi clienti, che in lui trovano anche una guida d’eccezione. «Facendo 40mila chilometri all’anno come facevo di lavoro prima conosco ogni chilometro: a tutti consiglio il giro giusto in base alle loro esigenze».
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