GALLARATE – Alle sue spalle c’è la statua di San Giovanni Paolo II, che 2a anni fa da quel «posto storico» proclamò 28 neo martiri perseguitati e uccisi dal regime sovietico. Oggi, padre Volodymyr Misterman – guida degli ucraini di Gallarate e Varese – manda il suo messaggio di pace proprio da lì, da Leopoli. E condivide parole di pace, che contrastano i drammi e il dolore della guerra in corso con la Russia. «Dobbiamo rimanere liberi».
Il messaggio di padre Volodymyr
Un messaggio che arriva pochi giorni dopo l’incontro fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello americano Donald Trump. E dopo quello ancora precedente tra il leader russo Vladimir Putin e il tycoon avvenuto in Alaska. E mentre le sofferenze causate dalla guerra avanzano, anche padre Volodymyr Misterman porta avanti il suo impegno alla ricerca della pace: «Carissimi affettuosi saluti dalla mia cara Ucraina». Parla davanti alla statua di San Giovanni Paolo II, davanti alla chiesa in cui «con altri sacerdoti abbiamo pregato il Signore per tutti quelli che sono stati uccisi in questa guerra». Una chiesa «così grande, ma colma di fedeli». Un luogo «pieno di vedove, di bambini orfani, di fratelli e sorelle e di genitori che hanno perso i loro cari» in questo conflitto. «Non ho mai visto, nella mia vita, così tanto dolore e così tanta dignità nello stesso momento». E aggiunge: «Solo davanti al Signore possiamo trasformare il dolore e la sofferenza nella nostra forza. Solo davanti al Santissimo, davanti al suo crocifisso, riusciamo a capire il prezzo della libertà».
«La libertà si respira»
Parole che vengono pronunciate anche in occasione della Giornata della bandiera ucraina e della festa dell’Indipendenza: «Qua, veramente, la libertà la puoi respirare a pieni polmoni. Qui apprezzi ogni istante della vita, perché non sai se vedi il tramonto o il sorgere del sole. Ti godi il momento, per viverlo qui e ora. E ringrazi il Signore quando ti svegli la mattina».
M24 TV Padre Volodymir, la guida degli ucraini a Varese e Gallarate: «Non dimenticateci»
