L’importanza di mangiar bene. A Varese il congresso Sipad: cucina chef Valbuzzi

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Roberto Valbuzzi in una foto dalla sua pagina Facebook

VARESE – Il 30 e 31 maggio si svolgerà a Varese il congresso nazionale della Società Italiana di Patologia dell’Apparato Digerente (Sipad), attualmente presieduta da Angelo Benevento, direttore della Chirurgia generale dell’Ospedale di Gallarate. A organizzare l’evento in qualità di presidente è Stefano Rausei, direttore della Chirurgia generale di Cittiglio e Angera. L’edizione 2024 ha come titolo “MULTI #onewaytocure” e vuole rappresentare un modo diverso di pensare un congresso scientifico, come si può intuire dalla presenza di ospiti provenienti da altri mondi.

Show cooking a congresso

È infatti prevista la partecipazione dello chef di Malnate Roberto Valbuzzi, noto al grande pubblico per le sue trasmissioni tv, che effettuerà uno show cooking. Quindi ci sarà anche lo storyteller Stefano Borghi. Due nomi che si affiancano ad un panel di riconosciuti esperti nazionali ed internazionali. MULTImodale, MULTIdisciplinare e MULTImediale sono le tre caratteristiche che contraddistingueranno il percorso interattivo del congresso. «Le stesse 3 caratteristiche che disegnano, tutte insieme, l’unica strada possibile che ogni volta i clinici si trovano a dover percorrere per individuare la migliore strategia di cura per i pazienti affetti da patologia gastrointestinale», si legge nella presentazione del congresso. Diversi e di assoluto interesse i topic trattati: la buona alimentazione e la malnutrizione, l’ottimizzazione del percorso chirurgico e le sue più temibili complicanze, gli sviluppi terapeutici più innovativi, sia dal punto di vista tecnologico che farmacologico. 

La corretta alimentazione

«Al Sipad24 sottolineeremo l’importanza di una corretta alimentazione ai fini della prevenzione e dell’efficientamento del percorso post-operatorio del paziente affetto da patologia dell’apparato digerente – spiega Stefano Rausei – quando ci si approccia a queste malattie, in particolare se oncologiche, l’equipe in gioco deve necessariamente contemplare tutte le professionalità interessate e utili ai fini della corretta diagnosi, della corretta strategia di cura e, infine, del corretto trattamento, misurato sulla malattia e, soprattutto, sulla persona. Ne parleremo con illustri colleghi, con gli infermieri, con le associazioni di pazienti». Rausei, che ha acquisito l’accreditamento per la Chirurgia Oncologica da parte dell’Uems – European Union of Medical Specialists, lavora presso due centri spoke di Asst Sette Laghi. «Proprio il fatto che si eserciti la professione in un centro più periferico non deve escludere assolutamente la possibilità di un continuo confronto con le altre figure specialistiche necessarie per assicurare il miglior percorso di cura di ogni paziente e, allo stesso tempo, deve comportare l’applicazione dei migliori protocolli di gestione post-operatoria. Peraltro, la possibilità dell’urgenza oncologica di carattere chirurgico arriva ad interessare anche la sede periferica, che in questo senso dovrà saper rispondere tempestivamente e altrettanto efficacemente ai bisogni di salute del territorio sul quale insiste. Al Sipad24 si parlerà specificamente anche di questo». 

La filosofia del congresso

Pertanto dietro quella che sembra una contraddizione (MULTI e #onewaytocure), c’è tutta la filosofia che, dopo 45 anni di congressi, ancora anima la Sipad, la prima società scientifica italiana di tipo monotematico ma polispecialistico. Con il contemporaneo coinvolgimento di chirurghi, endoscopisti, gastroenterologi, oncologi, radiologi e anatomopatologi, il congresso varesino si propone di far avvertire il suo respiro polispecialistico tanto nell’interattività della discussione dei casi clinici, quanto nella solennità delle letture magistrali, così come nei riscontri digitali live della platea agli stimoli dei relatori e nelle provocazioni del faccia a faccia tra superesperti. Tanto, e altrettanto modulabile, lo spazio riservato ai giovani: per loro corsi hands on ed ampia possibilità di presentare i propri contributi scientifici, ai migliori dei quali saranno riconosciuti premi di richiamo. 

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