LEGNANO – Ben 65 residenti nel territorio prese in carico, alle quali se ne aggiungono due curate in strutture sanitarie al di fuori di esso. Sono i numeri delle donne vittime di violenza registrati nei Pronto soccorso della Asst Ovest Milanese dal 1° gennaio al 5 novembre di quest’anno. Così nel dettaglio: ad Abbiategrasso e a Cuggiono, 4 casi; a Legnano, 25 casi; a Magenta, 32 casi. Tutta l’attività di presa in carico nei Pronto soccorso dei quattro ospedali viene gestita dagli operatori dell’Asst insieme al Centro antiviolenza Telefono Donna, partner aziendale, e alle forze di polizia.
«Il numero dei casi testimonia come questa drammatica piaga sia più che mai attuale – commenta il direttore socio sanitario dell’Azienda Giovanni Guizzetti – Il progetto Con-Tatto, che la nostra Asst ha avviato negli anni scorsi insieme agli Enti locali e alle associazioni del territorio, contribuisce a far emergere questo fenomeno e a sensibilizzare le donne, portandole a denunciare le violenze subite, superando paure e difficoltà. Proprio in virtù di questi risultati, non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia».
Avviato con l’Asst il progetto Con-Tatto
Il progetto Con-Tatto 2.0 delinea, in primo luogo, un accesso fast-track in Pronto soccorso: al riconoscimento degli estremi della violenza subita, sia essa dichiarata oppure presunta, alla vittima viene assegnato un codice particolare, spesso elevato all’arancione, e proposto il trasferimento in una sala del reparto appositamente predisposta. Oltre all’intervento medico, diagnostico e specialistico, operatori qualificati si occupano degli aspetti psicologici e di assistenza di carattere non solo sanitario. Viene quindi avviata una segnalazione alle forze di polizia e alle autorità competenti, attivati i centri antiviolenza e i servizi territoriali di presa in carico e di tutela, come l’assistenza legale o la residenza protetta, un’organizzazione in rete e consolidata.
Oltre alle attività svolte in Pronto soccorso, il progetto – la cui referente per l’Asst Ovest Milanese è la dottoressa Susanna Fedele in forza alla direzione socio sanitaria – comprende: attività di prevenzione con le scuole, anche con il Centro antiviolenza Filo Rosa Auser; formazione degli operatori della Asst e della Rete antiviolenza Ticino Olona; attività di presa in carico precoce con i consultori familiari della Asst che hanno percorsi dedicati; eventi e attività di sensibilizzazione sull’autocoscienza e l’emancipazione della persona e sui contesti dove si svolgono relazioni (scuole, uffici, posti di lavoro).
Un mazzo di fiori sulla panchina rossa a Turbigo
Un mazzo di fiori sulla panchina rossa in via Allea Comunale a Turbigo (nella foto in alto) intitolata alla memoria del giovane turbighese Emanuel Rroku, ucciso nel settembre del 2022 mentre stava difendendo una donna. «Proprio qui – spiega il sindaco Fabrizio Allevi – in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ho voluto, a nome di tutta l’amministrazione comunale e della comunità di Turbigo, rendere omaggio e ricordare tutte quelle donne che oggi purtroppo non ci sono più e tutte coloro che ogni giorno sono costrette a subire soprusi. Diciamo insieme “basta”. Urliamolo forte e chiaro: “Stop violenze e abusi”. Perché ognuno di noi può e deve fare qualcosa. Dalle istituzioni ai singoli cittadini non dobbiamo voltarci dall’altra parte, ma serve mettere in campo azioni mirate e concrete».
Familia e farfalle per gli studenti di Magenta
Il Comune di Magenta, attraverso l’assessorato alle pari opportunità, ha organizzato un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta alle classi IV delle scuole secondarie, dedicata al tema della violenza di genere e, in particolare, della violenza assistita. Hanno partecipato gli istituti Quasimodo, Bramante, Einaudi, Fondazione Enaip, Cpia-Centro provinciale per l’istruzione degli adulti e Cfp Canossa e Fondazione Enac Cfp. Gli studenti hanno assistito al Teatro Lirico alla proiezione del film Familia di Francesco Costabile, che racconta una storia vera attraverso il punto di vista di chi cresce in un contesto segnato dalla violenza. Il film, candidato per l’Italia ai prossimi Oscar nella categoria miglior film internazionale, è stato introdotto da un videomessaggio dell’attrice Barbara Ronchi, che ha richiamato i giovani al rispetto, all’ascolto e alla necessità di contrastare ogni forma di violenza. «La scelta di questo film – ha sottolineato l’assessore Mariarosa Cuciniello – nasce dagli importanti spunti che offre sul tema della violenza assistita e sul valore della denuncia».

Parallelamente, in piazza Liberazione e in piazza Formenti, gli studenti della classe II dell’indirizzo di grafica di Enac Cfp Canossa, accompagnati dalle professoresse Paola Politi e Laura Pizzotti, hanno distribuito farfalle di carta (sopra) con il messaggio “Non è amore se toglie il respiro”: indossando una maschera a forma di farfalla in ricordo delle sorelle Mirabal, simbolo della lotta contro la violenza di genere, hanno consegnato un ventaglio di carta come “una ventata di consapevolezza”. Un gesto semplice ma significativo, volto a promuovere responsabilità, rispetto e una maggiore consapevolezza sul tema della violenza di genere.
Giornata contro la violenza sulle donne, le iniziative nei comuni dell’Alto Milanese
