Luino piange il professor Minelli: «Fu un grande sindaco e uomo di cultura»

Vittorio Minelli

LUINO – È morto Vittorio Minelli, per dieci anni sindaco di Luino e poi presidente della Provincia. Uomo di cultura, docente di professione con la grande passione per la politica. Non quella che ama le luci delle ribalta, ma la politica intesa come contributo concreto alla propria comunità.

Minelli, democristiano, entrò in consiglio comunale nel 1976 e ricoprì la carica di assessore alla Pubblica istruzione e vice sindaco. Divenne primo cittadino nel 1980 e fu rieletto nel 1982, nel 1988 e poi nel 1990 fu anche presidente della Provincia. Ricoprì quindi incari di vertice nelle istituzioni in uno dei periodi più complicati della Repubblica Italiana, quello di Tangentopoli. Che, purtroppo, lo toccò in prima persona e ingiustamente. Ancor oggi, chi lo piange e lo ricorda, rende onore e giustizia umana al politico luinese, riconoscendogli tutte le capacità dimostrare da sindaco e da presidente della Provincia, ma anche l’integrità morale, messa in discussione dalla spettacolarizzazione della giustizia, a volte giustizialista e spettacolarizzata,  di quel periodo.

Minelli però fu molto di più di un sindaco. Fu un uomo che ha amato la sua Luino e l’ha portata anche fuori i confini stabili dal Verbano. A lui si deve, tra le tante cose fatte, l’entusiasmo che portato a legare il nome della città al Bivacco Città di Luino, costruito nel 1981 sulle cime di Roffel, sulla catena del Rosa.

E oggi sono in tanti a ricordarlo, a partire dal presidente della Provincia Marco Magrini, dal sindaco di Luino Andrea Pellicini e dall’assessore al Bilancio Vincenzo Liardo e dal consigliere comunale e consigliere provinciale Franco Compagnoni.

I ricordi

Il presidente Marco Magrini

La morte di Minelli è una notizia che rattrista tutti coloro che sul territorio hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Uomo politico importante del nostro per il nostro territorio luinese, molto amato dalla sua gente, dai suoi alunni e riconosciuto da tutti come uomo del popolo. Verrà ricordato anche nel libro che provincia dedicherà ai presidenti della provincia di Varese in occasione del centenario.

Minelli deve essere da esempio a tutti coloro che si impegnano in politica. Un moderato democratico, arrestato ingiustamente nella sede di Villa Recalcati, mentre stava presiedendo un consiglio provinciale, è stato tenuto per sette giorni in isolamento per poi essere assolto.

Minelli rappresenta uno di quei casi di giustizia che non si possono non ricordare per restituire dignità ad un uomo importante per la nostra comunità.

Il sindaco Andrea Pellicini

Con Vittorio Minelli se ne va un uomo di enorme valore. Il professor Minelli è stato in primo luogo un uomo di cultura, un docente preparato e stimato dai suoi allievi. È stato poi un grande Sindaco di Luino, governando la Città con autorevolezza per un decennio dal 1980 al 1990, a capo di amministrazioni a salda guida democristiana.

Venne poi eletto Presidente della Provincia di Varese, a dimostrazione del suo indiscusso carisma. Da questa carica dovette dimettersi a causa di un arresto talmente ingiusto che lo costrinse ad un calvario di ben undici anni sino all’assoluzione del 2004. Mi venne raccontato a Roma da un noto giornalista di come la Procura di allora lo fece rimanere oltre un’ora negli uffici della Provincia, già ammanettato, in attesa che arrivassero le telecamere. Erano i tempi di tangentopoli e si voleva la gogna mediatica.

Da quella vicenda non si riprese più.

Io l’ho sempre considerato un maestro. Lo incontravo qualche volta sul lungolago durante le sue lunghe passeggiate e, in ogni occasione, mi dedicava un saluto e un sorriso. Era certamente un suo modo gentile di sostenermi in un ruolo che lui stesso aveva ricoperto.

Oggi per Luino è un giorno davvero triste. A nome di tutta l’amministrazione comunale e della città intera porgo le condoglianze alla signora Raffaella e ai cari Luca e Matteo.

L’assessore Vincenzo Liardo

Vittorio Minelli entrò in consiglio comunale nel 1976 e ricopri la carica di assessore alla Pubblica istruzione e vice Sindaco. Divenne sindaco nel 1980 e fu rieletto a tale carica nel 1982 e nel 1988 restando primo cittadino sino al 1990 quando fu nominato Presidente della Provincia di Varese.

Fu ingiustamente travolto dall’inchiesta di Tangentopoli nel 1992 da cui fu assolto. Ritornó in consiglio comunale nel 1996 e nel 2005.

Persona di grande statura culturale morale e politica. Insegnante amato e stimato da tutti per me è stato un vero punto di riferimento. Iniziai il mio impegno politico nelle file della Democrazia Cristiana grazie a lui e ho sempre cercato di seguire i suoi insegnamenti.

Oggi la nostra Città perde una persona di grande valore che ha donato parte della sua vita al servizio del bene Comune e soprattutto delle persone più bisognose.

Io Perdo un maestro e una persona a cui ho voluto bene

Le mie più sentite condoglianze alla Signora Raffaella a Luca e Matteo.

Il consigliere comunale e provinciale Franco Compagnoni

Non c’è risarcimento per il male che ha dovuto subire il nostro sindaco Vittorio Minelli. E oggi nel giorno della sua scomparsa, l’auspicio è che le umane sorti di chi l’ha conosciuto gli rendano onore ricordando la grandezza della sua figura e che questo, se potrà servire, diventi parziale risarcimento morale per l’assurda vicenda di cui è stato suo malgrado protagonista. Colmare quell’ingiusto dolore che l’ha profondamente segnato è difficile, la speranza però è che la sua grandezza culturale, il suo impegno nelle istituzioni luinesi e della provincia, ma anche la sua professione di docente diventino un modello educativo e formativo per tutti noi e soprattutto per i giovani.

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