In provincia di Varese sette comuni al voto. Fioriscono le liste civiche

elezioni amministrative varese

Sono 791 i Comuni italiani che il 14 e 15 maggio andranno al voto per rinnovare le rispettive amministrazioni civiche e per eleggere i sindaci. Oggi, sabato 15 aprile, era il termine ultimo per la presentazione dei candidati. Tornata elettorale che in provincia di Varese assume un carattere decisamente locale, che riguarderà i sette centri i cui abitanti (32.500 in totale) sono chiamati alle urne. Tra l’altro, in nessuno di questi paesi è previsto il ballottaggio, cioè l’eventuale secondo turno per i comuni superiori ai 15mila abitanti. Stiamo parlando di Lonate Pozzolo, Angera, Azzate, Jerago con Orago, Venegono Superiore, Agra e l’unione tra Bardello, Malgesso e Bregano dove, dopo la costituzione in un unico ente, si voterà per la prima volta. Volendo, data la contiguità con il Varesotto, potremmo aggiungere anche Cerro Maggiore che però, geograficamente, ricade nell’Alto Milanese. Da segnalare Angera, che torna anticipatamente alle urne dopo le dimissioni del sindaco Alessandro Paladini Molgora a fine dello scorso dicembre. Lonate Pozzolo è il comune più grande, con 11.300 abitanti, mentre Agra il più piccolo, con 400 residenti.

Parlare di valore politico della consultazione, qui da noi, risulta alquanto difficile. Non soltanto per l’esiguo numero dei votanti, ma anche per il fiorire di liste civiche che superano di gran lunga le “squadre” che presentano simboli di partiti. Soltanto il centrodestra si schiera – non sempre compatto – in alcuni Comuni; assenti, perlomeno in via ufficiale, il Partito democratico e la sinistra. Una retromarcia complessiva delle sigle tradizionali che può essere letta in molti modi. Prende corpo però la considerazione che la politica così come sinora intesa abbia davvero perso sostanza e affidabilità e che i partiti debbano infine camuffarsi in liste civiche che non alimentino la disaffezione dell’elettorato. Situazione nota e, per di più, resa evidente alle ultime regionali della Lombardia, in febbraio, quando andò alle urne meno del 50 per cento degli aventi diritto.

Si dice che le “comunali” abbiano un maggiore appeal rispetto a tutte le altre consultazioni, perché, ci pare ovvio, sono prossime agli interessi più spiccioli dei cittadini. E perché, soprattutto nei centri minori, i candidati sono o il vicino di casa o il personaggio locale di maggior spicco e, quindi, conosciuto da tutti. Certamente vero. Rimane il fatto che all’appuntamento di maggio, il Varesotto si presenta in tono minore, da non suscitare l’interesse delle segreterie e degli esponenti di rilievo del circo politico di casa.

Detto questo, dei 791 comuni italiani soltanto 107 prevedono il ballottaggio nel caso nessuno dei candidati sindaco superi il 50 per centro dei consensi. Secondo i dati forniti dal Viminale, gli elettori aventi diritto di voto sono in totale 6.914.313. I seggi si apriranno in 18 comuni capoluogo di provincia: Ancona, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso, Udine e Vicenza. Di questi uno è anche capoluogo di Regione (Ancona), uno è capoluogo di Città Metropolitana (Catania) e 7 superano i 100mila abitanti (Ancona, Brescia, Catania, Latina, Siracusa, Terni, Vicenza). 

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