Luino, al violinista Salvatore Accardo il Premio Chiara alla Carriera

LUINO – Il Premio Chiara alla Carriera va a Salvatore Accardo, violinista e direttore d’orchestra, ospite nel pomeriggio di oggi, domenica 9 giugno, del Teatro Sociale di Luino per il conferimento del premio, giunto quest’anno alla sua ventiseiesima edizione.

La motivazione

«Per l’inestimabile contributo alla diffusione del grande patrimonio musicale, per l’impareggiabile estro creativo, per essere uno dei maggiori esponenti della scuola violinistica italiana del Novecento, per la straordinaria capacità comunicativa e divulgativa del “bello” della grande musica classica e per essere ambasciatore nel mondo dell’eccellenza culturale italiana». Questa la motivazione del riconoscimento, letta dal palco del Sociale dal sindaco di Luino, Enrico Bianchi, accanto al vicesindaco Antonella Sonnessa, agli organizzatori del Premio, Romano Oldrini e Bambi Lazzati, alla giornalista Claudia Donadoni e a Nicola Sani, compositore e direttore artistico dell’Accademia musicale Chigiana di Siena, che ha dialogato con il maestro.

Passione e “terapia”

Accardo, classe 1941, una formidabile carriera vissuta accanto ai più importanti musicisti del secolo scorso, è anche docente della prestigiosa Accademia Stauffer di Cremona, che si occupa di alta formazione musicale nell’ambito degli strumenti ad arco. E in trent’anni di insegnamento ha formato centinaia di giovani musicisti. Proprio ai giovani il maestro ha dedicato buona parte delle sue riflessioni nel dialogo sul palco del Sociale con Nicola Sani.

«La musica è bella da suonare e da sentire, ma è anche una terapia, una scelta di vita che tiene lontane le persone dai pericoli, dalle cose negative – ha precisato Accardo – In trent’anni di insegnamento non mi è mai capitato un caso di tossicodipendenza. Chi fa musica con passione non ha tempo di pensare ad altre cose.

Un messaggio ai giovani e uno alla politica

Accardo ha rivolto un messaggio prezioso ai giovani: «Emozionatevi quando ascoltate la musica. Lasciatevi andare». E un secondo messaggio lo ha riservato alla politica: «Nel nostro Paese manca l’educazione musicale nelle scuole. La politica ha il compito di fare di più per cambiare questa situazione.

Il primo violino

Nicola Sani ha affermato che il maestro «rappresenta la musica in tutte le sue dimensioni», ricordando che «ha formato tanti protagonisti della musica del nostro tempo». Accardo ha quindi parlato degli anni decisivi della sua formazione all’Accademia Chigiana di Siena, insieme ai più grandi musicisti del Novecento, tra cui Michelangeli, Segovia, Donatoni, Sciarrino. Ma ha raccontato anche della sua infanzia e dell’incontro con lo strumento che lo ha reso celebre: « Io e mio cugino costruivamo dei giocattoli a forma di violino. A un certo punto chiesi a mio padre un violino vero. Lui era un incisore di cammei ma anche un violinista dilettante di grande talento. Passò una giornata intera a Napoli a cercare un violino della misura adatta per un bambino di 3 anni. Il mattino dopo mi svegliai e vidi sul letto quell’astuccio nero che ancora ricordo. Presi il violino e iniziai a suonare tutto quello che avevo sentito alla radio fino a quel momento».

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