di Gian Franco Bottini
Le elezioni europee si sono consumate, con qualche novità destinata ad incidere, e non poco, sulla fisionomia della nuova Europa. Basti pensare ai risultati di Francia e Germania, da sempre considerati “azionisti di maggioranza” dell’Unione Europea, per dare credibilità a questa affermazione. Quello che avverrà lo vedremo fra breve, nel frattempo soffermiamoci a valutare le ”cose di casa”.
“I voti si pesano, non si contano” affermazione alla quale si contrappone l’antitetica “I voti si contano, non si pesano”; sono queste le due antiche affermazioni ancor oggi usate dalla politica per dare, di volta in volta e alla bisogna, la patente di successo ai propri risultati elettorali. Anche questa volta tutti (o quasi) i contendenti, facendo propria una delle due affermazioni, può vantare di aver vinto, anche se, a quanto pare, nessuno di loro prende in considerazione una terza affermazione che ci permettiamo di sottoporre anche ai lettori: “Si contano i votanti e poi si pesano i voti”.

A noi piace considerare i risultati anche da questo punto di vista, a maggior ragione se vediamo i partiti stare sempre molto lontani da questa valutazione, come se a loro poco importasse quanti possano essere i votanti. Anzi, con il sospetto che un controllato astensionismo faccia loro comodo. A parte qualche isolato appello di facciata e qualche sporadico spot istituzionale, di quelli che nessuno ascolta, dobbiamo considerare sicuramente insufficiente l’impegno di tutte le parti politiche nello spingere gli italiani al voto, quasi volessero ricondurre il risultato al solo consenso dei loro rispettivi e fedeli zoccoli duri, temendo l’incognita di un voto più allargato. E così, anche questa volta, sono stati accontentati; il numero dei votanti è sostanzialmente calato e, considerando la cosa da questo punto di vista, i primi ad aver perso le elezioni ancora una volta siamo stati noi. Noi: i cittadini, che in misura sempre maggiore rinunciamo al voto, il primo e più importante diritto che distingue la democrazia da un sistema autoritario.
Vale ricordare che “democrazia” significa governo del popolo e che, con più si rinuncia alla partecipazione con più ci si allontana dalla democrazia o, per meglio capirci, ci si avvicina all’autoritarismo. E se sarà, lo avremo fatto con le nostre mani e, ci si dirà, “autodeterminandoci”.
I risultati elettorali di ogni partito vengono sempre valutati come percentuale dei voti ottenuti sulla base del numero dei votanti e naturalmente comparandoli con le analoghe percentuali ottenute nelle precedenti tornate elettorali; nel caso odierno con i risultati delle Politiche 2022. Questo raffronto dovrebbe essere il termometro del gradimento, o meno, sull’operato di ogni partito e avrebbe un significato assoluto se fosse basato su un ragionevolmente comparabile numero di votanti, cosa che anche nella situazione odierna non è avvenuta.
“Si contano i votanti e poi si pesano i voti”, suggerivamo questo poc’anzi, rivolgendoci soprattutto ai non elettori perché verificassero la congruenza del loro pensiero con quanto traspare dai numeri percentuali risultanti anche dal loro astensionismo e giudicassero l’opportunità o meno, in una prossima circostanza, di ritornare a dire la loro. Interessante quindi ci pare raffrontare i risultati europei con le precedenti elezioni politiche 2022, valutandoli però dai diversi punti di vista.
Fratelli d’Italia, indiscutibile partito di maggioranza, avrebbe ottenuto un aumento in percentuale di circa il 2,8% ma a fronte di una calo di circa 600mila voti.
La Lega pare aver mantenuto il suo peso percentuale, ma in effetti ha lasciato sul campo oltre 350mila voti.
Forza Italia parrebbe aver incrementato la sua consistenza di circa 1% ma, essendosi riunita ad Altri Moderati ha in effetti perso per strada circa 250mila voti
Il Partito Democratico presenta un importante incremento percentuale di circa il 5% e contemporaneamente un incremento di quasi 300mila voti
Verdi e Sinistra dichiarano un incremento del 3% ma soprattutto un maggior numero di circa 570mila voti
5 Stelle denuncia una perdita del 5% ma soprattutto di circa 2milioni di voti
Azione-ItaliaViva– etc: incommentabile
Tutti i risultati meriterebbero un commento ed una interpretazione, ma non era questo il nostro obbiettivo odierno. Quello che volevamo era tracciare un altro modo di interpretare i risultati, per dare spunto a riflessioni che in genere la parte politica tiene per se e gli elettori trascurano per pigrizia o scarsa informazione. A ognuno dei lettori, quindi, l’onere di pesare i voti sulla base delle proprie valutazioni, decretando a loro giudizio i vinti e i vincitori.
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