Tentato omicidio di Castiglione: «I carabinieri aggrediti si sono difesi»

VARESE – Un carabiniere è stato aggredito, l’altro è intervenuto per difendere il collega. È la versione che emerge dalle prime dichiarazioni fatte dai due militari dell’Arma – di 28 e 32 anni – arrestati con l’accusa di tentato omicidio dopo il ferimento di un cittadino extracomunitario, accoltellato a Castiglione Olona nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 luglio.

Solo uno ha parlato davanti al gip, nell’udienza di convalida del fermo che si è svolta nella mattinata di oggi, martedì 9 luglio, in carcere ai Miogni; l’altro si è avvalso della facoltà di non rispondere, dopo quanto già dichiarato al pm nella notte di sabato. Il fermo è stato convalidato.

Gli interrogativi rimangono

«Il mio assistito ha chiarito la dinamica dei fatti, in modo preciso», ha fatto sapere fuori dal carcere l’avvocato Bruno Stefanetti, difensore del militare dell’Arma che sarebbe stato aggredito. Ma non ha aggiunto dettagli su quanto accaduto, nemmeno sul motivo per cui i due carabinieri, fuori servizio nella notte tra venerdì e sabato scorsi, si trovassero nei pressi di un’area boschiva di Castiglione, vicino a via Rosselli, dove pare fosse in corso una attività di spaccio.

«Si è sentito minacciato»

Per il legale non ci sarebbero responsabilità per i due carabinieri, sospesi dal servizio dopo il fermo, scattato a circa quindici ore di distanza dall’episodio. «Il mio assistito si è sentito minacciato – ha precisato Stefanetti – Ora attendiamo lo sviluppo delle indagini».

Volontà, quest’ultima, ribadita anche dall’avvocato Fabio Fiore, che all’esterno della casa circondariale ha riproposto la linea già tratteggiata nelle scorse ore: «Il mio assistito è intervenuto in difesa del collega».

Mistero su quella notte

Resta dunque un alone di mistero attorno al fatto, per il quale un cittadino straniero senza documenti è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di circolo di Varese, e lì operato per due volte a causa delle molteplici ferite al torace e all’addome. Per i due militari dell’Arma, uno appartenente alla compagnia di Luino e l’altro a quella di Varese, si attende la decisione del gip sulle misure cautelari.

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