di Adet Toni Novik*
Nella mia vita professionale ho avuto il privilegio di lavorare con i migliori magistrati. Persone da cui ho cercato di assorbire il meglio delle capacità di rendere giustizia. Perché questo é l’obiettivo che ogni magistrato dovrebbe avere. Non posso ricordarli tutti, ma il mio pensiero é sempre rivolto a Rodolfo Boselli, per il suo acuto ingegno, Nevio Bruni, uomo di cultura e di completa conoscenza giuridica, e poi gli amici della Cassazione alla cui fonte mi sono abbeverato: mi limito a citare i presidenti in pensione. Massimo Vecchio, Arturo Cortese, Umberto Giordano, Cristina Siotto, Stefania Ditomassi, Antonella Mazzei.

Non ho conosciuto il Ministro Nordio. Non ho mai letto nessun suo intervento giuridico o articolo di dottrina. Solo articoli a sfondo politico giudiziario, non utili per risolvere un problema giuridico. L’unico suo intervento che sentii fu in una tribuna elettorale in vista delle elezioni cui partecipava. Mi colpì che il suo programma prevedeva modifiche di procedura che…. erano già state approvate dopo il Suo pensionamento. Non se ne era accorto.
Oggi il Ministro Nordio ha avuto il suo coronamento: ha abolito l’abuso di ufficio, una norma che tutelava i cittadini dagli abusi del potere, da quelli del vigile urbano che aspetta il condomino con cui ha litigato per contravvenzionarlo, a quelli del sindaco o degli amministratori – anche magistrati – che aiutano gli amici e gli amici degli amici o colpiscono i nemici. È riuscita al Ministro l’abolizione di una norma che il codice Zanardelli e il codice Rocco – del fascista Rocco – ritenevano necessaria per proteggere i semplici cittadini. Ha detto che spaventava troppo i Sindaci. Mi pare eccessivo: non ho mai incontrato Sindaci spaventati. Magari evitava che avessero le mani troppo libere.
*già magistrato della Corte di Cassazione
