di Adet Toni Novik*
Un amico giornalista mi ha chiesto cosa ne pensassi del caso Toti. Chi, forse, mi legge avrà notato che non amo parlare dei processi in corso. In questo caso, tuttavia, visto quanti ne hanno (stra)parlato, penso di poter fare un’eccezione, non fosse altro perché io, almeno, ho letto le ordinanze emesse dal Gip di Genova e quella del Riesame. Però, non intendo parlare da giurista, disquisendo sui reati contestati, la presunzione di innocenza, il rispetto del mandato popolare e quant’altro viene tirato in ballo quando ad essere sottoposto ad arresti non è il solito Mohamed Abdullah.
Come è noto, i giudici hanno respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per il pericolo che Toti commettesse nuovi reati. Il sillogismo che è stata ricavato dai commentatori è: se fino a che rimani presidente della Regione puoi commettere altri reati, allora se vuoi tornare libero devi abbandonare l’incarico. Le posizioni dei commentatori rispecchiano le posizioni politiche. Si va da chi, come Carlo Calenda afferma con decisione che “Forzare le dimissioni di un Governatore attraverso l’imposizione di misure cautelari a pioggia è indegno di uno Stato di Diritto .… l’inchiesta ha elementi troppo fragili per giustificare ciò che è accaduto in termini di misure cautelari. Collegarle poi alle dimissioni è vergognoso. Toti poteva e doveva nel caso essere processato ma non indotto alle dimissioni da misure cautelari” (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 26 lug.), a chi come il Guardasigilli in un’intervista al Messaggero, dimentico del proprio agire passato (v, inchiesta Mose e gli arresti richiesti e ottenuti: il sindaco Giorgio Orsoni, eletto con il centrosinistra, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, di Forza Italia, Giancarlo Galan, ex presidente della Regione Veneto e deputato di Forza Italia): “chi è legittimato da un voto popolare non ha solo il diritto, ma il dovere di restare in carica anche se sottoposto a un’indagine, che come tante altre può pure rivelarsi infondata. In caso contrario, devolveremmo alla magistratura il potere di condizionare la politica, cosa che purtroppo è accaduta con tangentopoli, e anche dopo”. E, a seguire, Tajani, vicepremier: “I giudici hanno costretto Toti a dimettersi per riavere la libertà”. Salvini, altro vicepremier: “Sovvertono il voto popolare usando inchieste e arresti”. FdI: “Democrazia ferita”. Crosetto: “Giustizia sconfitta e debolezza rattristante della politica”. Sul fronte opposto, Stefano Bonaccini (PD): “Un conto è la vicenda giudiziaria, e io da garantista auguro a Toti di dimostrare tutta l’estraneità alle accuse che eventualmente gli vengono mosse, ma vi è una vicenda di stallo politico che era inevitabile che trovasse questo sbocco”.

Oggi, voglio che sia il signor Brambilla/Esposito a parlare, quello che, per intenderci, ogni giorno combatte con la burocrazia, fa le istanze, gira da un ufficio all’altro e aspetta tempi biblici per la risposta.
Il signor Brambilla/Esposito, seduto in poltrona, prende un atto ufficiale, quale è la misura cautelare, e comincia a leggere che Toti accettava e riceveva finanziamenti per le elezioni da Spinelli chiamando direttamente dalla barca i dirigenti che seguivano le pratiche:
- per “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”
(1.9.21)
— Toti: (sto pranzando con l’intera famiglia Spinelli. Bisogna trovare una soluzione per la spiaggia lì del…di Punta dell’Olmo…. eh bè ci mettiamo lì…ma razionalizziamo le libere che ci sono attrezzate, accorpiamo, spostiamo…. si ma in realtà lì diventerà una concessione ma tanto mettiamoci un piede dentro e poi vediamo…..però vedetevi un secondo con il mio amico Roberto, se ne occupa Roberto Spinelli… si te lo organizzo io con la mia segreteria così ci vediamo…ci vediamo lì anche con sto minchione del Demanio nostro…..)
- per velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del TERMINAL RINFUSE alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al COMITATO di GESTIONE dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
(1.9.21)
— Toti: (“sono buttato in barca da…da Aldo, quando gliela portiamo sta proroga in Comitato…. dice di stare tranquillo che se…” “Portiamo quella roba in Comitato il prima possibile che è …. inc…. ma se riusciamo a farlo entro la metà di settembre mi fa comodo anche a me… quindi”)
- nella assegnazione dell’area portuale dell’area Enel (ex Carbonile ITAR ed Carbonile LEVANTE) in precedenza occupata da Enel (poi effettivamente assegnate a Spinelli rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22), nella pratica del “tombamento” di CALATA CONCENTER (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.22) e comunque per la funzione ricoperta
(17.12.21)
Toti: ho visto Aldo ieri sera, ma non… sempre le stesse cose! Mi sembra… gli dobbiamo dare altri 10.000 metri di ENEL che sono pronti, che sta aspettando.
(22.12.21)
TOTI:“…vuole che gli tombiamo quel cazzo di CONCENTER”
- nella assegnazione di un’area demaniale attualmente in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI)
(15.2.23)
T: Guarda che abbiamo risolto il problema a tuo figlio sul piano casa di Celle……ora facciamo la pratica, si può costruire….l’abbiamo risolto stamattina quando mi inviti in barca? Che ti…che ti…ora… così parliamo un po’ che ora ci sono le elezioni, c’abbiam bisogno di una mano…
S: quando vuoi! Dimmi te quando vuoi…vieni tutti i giorni, io sono in barca… e ma vie …fai venire anche il sindaco perchè sai…qui…dai tutti e tre, fai venire il tuo amico Paolo…se vuoi venire da solo, vieni anche da solo oh…quando vuoi… dai…ok, ciao ciao…grazie pe…grazie Giovanni
Poi, il signor Brambilla/Esposito legge che il presidente Toti in cambio di finanziamenti illeciti si è attivato anche per Esselunga e comincia a pensare. Il Presidente della Regione una volta eletto deve rappresentare tutti i cittadini. Se quelli che lo hanno finanziato, per il suo tramite personale hanno un accesso privilegiato alle prestazioni pubbliche, allora significa che ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B. I primi esercitano il potere sul presidente della Regione e vengono da lui aiutati, i secondi, che non hanno uno yacht su cui invitarlo, subiscono la regola del Marchese del Grillo. A me non pare, a quanto leggo, che gli elementi siano fragili. Ma non mi importa, perché mi ricordo che la Costituzione dice che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. E chi viene meno a questo dovere perdendo la imparzialità per un interesse personale che deve fare? Per me, cittadino comune, è chiaro: Se ne deve andare di corsa. Ma allora, di cosa stanno parlando i politici?
*già magistrato della Corte di Cassazione
novik toti liguria – MALPENSA24
