LUINO – A soli 11 anni ha raggiunto per la prima volta quota 4000 metri. 31 anni dopo, dopo una vita passata sulle montagne di tutto il mondo, ha deciso di raddoppiare e regalarsi il suo primo 8000. Non uno qualsiasi, ma quello che Reinhold Messner e tanti altri hanno definito come il più difficile da scalare: il K2. Un’impresa che è valsa al luinese Tommaso Lamantia il plauso della sua città: stamattina, sabato 17 agosto, è stato celebrato a Palazzo Serbelloni (nel video qui sotto le immagini della spedizione e l’intervista).
Una targa e tanti applausi
Un momento promosso dall’amministrazione comunale insieme a Confcommercio Ascom Luino, a cui ha partecipato anche la sezione locale del Cai. Lamantia ha raccontato come ha vissuto l’avvicinamento e poi il momento della conquista della cima. «La preparazione è stata molto lunga: la difficoltà maggiore non è stata fisica ma mentale, dovendo mantenere la motivazione alta durante i due mesi trascorsi al campo base». Le condizioni avverse del meteo hanno complicato i programmi per raggiungere la vetta, a cui Lamantia è giunto in solitaria. Partito alle 2 di notte del 28 luglio dal campo 3 a una quota di 7300 metri, è arrivato in cima a 8611 metri alle 16.45, dopo 14 ore, mentre il compagno di salita è stato costretto ad abbandonare a quota 8200 perché non aveva più energie per proseguire.

Il primo 8000
«Salito in vetta non ho provato grandi emozioni – confessa – ero molto concentrato sulla discesa che mi attendeva. Sono tutti versanti difficili quelli del K2». Al campo 3 è tornato vittorioso alle 9.30 di sera. Al K2 si è avvicinato senza fare preparazioni diverse dal solito. «Ho solo aumentato il dislivello delle salite – spiega – quando non potevo andare in quota salivo le montagne dietro casa: scalavo il Sasso del Ferro quattro volte in un giorno scendendo in parapendio». Al traguardo del primo 8000 Lamantia è arrivato dopo un’esperienza di decenni in montagna. È accademico del Cai, con il quale è partito in spedizione (nel dettaglio si trattava della sezione di Biella) per conquistare il K2 a 70 anni esatti dalla prima ascesa tutta italiana. «Credo che sia il sogno di chiunque vada in montagna, in particolare per noi italiani», commenta emozionato.

La prossima avventura è in famiglia
Ora dopo un traguardo così importante l’alpinista luinese si fermerà per un po’. «Mi hanno offerto di partecipare ad altre spedizioni nel 2025, ma adesso ho altro a cui pensare», spiega. La prossima avventura infatti sarà in famiglia: la moglie Stefania è in dolce attesa e una bimba è in arrivo per l’inverno. Il primo appuntamento in vista è dunque quest’autunno, quando Palazzo Verbania (la data è ancora da definire tra settembre e ottobre) ospiterà una serata aperta al pubblico dedicata alla sua impresa. Lo ha annunciato Franco Vitella, presidente di Ascom Luino. «Tommaso ci racconterà la sua scalata e sarà trasmesso un filmato dell’ascesa». A complimentarsi con lui anche l’amministrazione comunale, con il sindaco Enrico Bianchi che gli ha consegnato una targa e l’assessore allo sport Ivan Martinelli che ha definito Lamantia un esempio di perseveranza e impegno da far conoscere ai giovani. Presente anche il presidente del Cai di Luino Adriano Rinaldin che ha ricordato la visita che Achille Compagnoni, primo a conquistare il K2 insieme a Lino Lacedelli, fece a Luino proprio dopo la storica impresa.
70 anni fa la conquista italiana del K2: il film della spedizione con il Cai di Varese
luino tommaso lamantia k2 – MALPENSA24
