CERRO MAGGIORE – È entrato nel negozio dove lavora l’ex compagna, facendo scattare l’allarme attraverso il braccialetto elettronico (come quello nella foto). Così, sul posto si sono precipitati i Carabinieri, che lo hanno fermato per aver violato il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima delle sue violenze. Ma lui si è difeso dicendo che non sapeva che la ex lavorasse lì. E in effetti, dopo le opportune verifiche, pare sia andata proprio così. Al punto che il giudice che lo ha processato per direttissima ne ha disposto l’immediata liberazione, insieme alla conferma dell’obbligo di continuare a portare il dispositivo.
Carabinieri allertati dal dispositivo
Protagonista è un cittadino albanese di 43 anni residente a Gallarate, che nel pomeriggio di sabato scorso, 14 settembre, si è recato nel punto vendita di Cerro Maggiore di una nota catena specializzata in prodotti per l’edilizia. Nel momento in cui è entrato, l’uomo si è avvicinato alla donna sottoposta a tutela, una 44enne italiana residente in un paese della provincia di Varese, facendo così scattare l’apparecchio ricevente di quest’ultima. L’allarme ricevuto dai Carabinieri di Gallarate è stato subito segnalato ai colleghi di Legnano, che hanno mandato una pattuglia sul posto.
Solo una coincidenza
I militari hanno constatato la presenza dell’uomo, che si è subito difeso dicendo che era venuto nel negozio da Gallarate per fare degli acquisti, che non sapeva che la ex vi avesse trovato lavoro dopo la fine della loro relazione, e che quindi non aveva alcuna intenzione di incontrarla né tanto meno di molestarla. A quanto risulta, la donna lavora lì da poco tempo; inoltre tra i due non c’è stato alcun contatto, anzi non si sono neppure incontrati. Tutti elementi che hanno deposto a favore dell’uomo, avvalorando la sua buona fede, sostenuta anche dalla donna, che non si era neppure accorta della sua presenza.
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