MILANO – Sarà la Cassazione a decidere se resterà a Milano o sarà trasmesso a Roma, per competenza territoriale, il procedimento per truffa aggravata ai danni dell’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid a carico della ministra del Turismo Daniela Santanchè e di altre quattro persone, tra cui due società del gruppo Visibilia.
Milano o Roma?
Lo ha deciso la gup milanese Tiziana Gueli in merito a una questione avanzata dalle difese nell’ambito dell’udienza preliminare. Ad avanzare il tema era stato nella scorsa udienza l’avvocato Niccolò Pelanda, legale della ministra del Turismo e del compagno Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena, sostenendo che l’eventuale luogo di commissione del presunto reato sarebbe Roma.
Decide la Cassazione
L’inchiesta riguarda la legittimità della ricezione dei contribuiti della cassa integrazione Covid a zero ore per 13 dipendenti. Per la giudice la procura aveva correttamente qualificato l’ipotesi di reato in truffa aggravata: respinta dunque la richiesta dei difensori della ministra di derubricare in indebita percezione di erogazioni pubbliche. Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria, le due società che facevano capo a Santanchè, hanno inoltre cominciato a risarcire gran parte della somma che per i pm non doveva essere percepita, in tutto 126 mila euro. Restano ancora fuori circa 26 mila euro che deve ripagare la Editore. Parte civile è l’Inps, con l’avvocato Aldo Tagliente. Il procedimento è stato rinviato al 26 marzo in attesa del pronunciamento della Massima Corte.
