BUSTO ARSIZIO – Il docufilm sulla sfida “Oltre l’impossibile” in Islanda in bicicletta emoziona l’aula magna affollata dell’ITE Tosi, ma è già pronto il remake. La prossima estate l’avventura continua: destinazione Cambogia. Con altri dieci studenti guidati dal paratriathleta e performance coach Andrea Devicenzi.
“Oltre l’impossibile 2”
Lo ha annunciato lui stesso, “bruciando” inconsapevolmente la sorpresa preparata dalla preside Amanda Ferrario, di fronte alla platea del “Tosi” che aspettava di vedere il docufilm dell’impresa realizzata in Islanda la scorsa estate. «Non è scontato percorrere 550 chilometri in Islanda, Paese molto sfidante, non so cosa avrete preparato per la Cambogia» le parole di Devicenzi, in una “gag” non voluta che ha fatto sorridere i presenti. La sfida però è lanciata. E il paratriathleta, che a 17 anni ha perso una gamba in un incidente ma non la voglia di fare sport, ne è orgoglioso: «Credo che abbiamo aperto una nuova modalità di fare scuola, siamo pionieri di una tipologia di viaggi». «…da pazzi» aggiunge la preside Ferrario. Presto inizieranno le selezioni per il viaggio in Cambogia: lo scorso anno furono 800 i ragazzi valutati per l’avventura islandese.

L’impresa
Adriana Atash Faraz, Sara Barbieri, Emma Colombo, Nicolas Egizii, Ivan Lombardi, Chiara Mancino, Manuele Marcheselli, Daniele Rogora, Emanuele Strina, Edoardo Trentini. Questi i dieci studenti, tra i 15 e i 18 anni (tra cui una “fresca” di maturità), che hanno sfidato l’impossibile e compiuto l’impresa insieme ad Andrea Devicenzi e alle docenti Marina Sesso e Stefania Marinoni. «È stato un percorso di crescita per tutti, anche per me» spiega il paratriathleta. Il docufilm realizzato da Nicholas Babusci proverà a girare per i festival, come quello di Giffoni. «L’abbiamo presentato in teatro in centro a Milano e la platea è rimasta a bocca aperta» rivela Devicenzi.
I giovani di oggi

Per la preside dell’ITE Tosi Amanda Ferrario è una lezione di vita per tutti. «”Oltre l’impossibile” significa che superare se stessi si può, con fatica, duro lavoro e usando le proprie competenze – sostiene la dirigente scolastica – questi giovani sono diversi da come vengono descritti sui media. È una generazione di ragazzi che non ha prospettive perché non gliele diamo. A cosa devono credere?». L’impresa islandese serve dunque anche a sfatare tanti miti sui giovani. «Se la scuola ha un valore è questo, è una restituzione sociale» sottolinea Ferrario. E Devicenzi è già pronto per il “2”, ma senza accantonare l’originale: «Mi raccomando ai ragazzi di non dimenticare mai questa esperienza. Avete fatto una cosa straordinaria».
Da Busto all’Islanda in bici: la sfida vinta da dieci ragazzi dell’Ite Tosi con Devicenzi
