La Provincia cede l’Archivio di Stato. La Lega: «Magrini svende la nostra storia»

Minoranze all’attacco a Villa Recalcati: Compagnoni, Maiocchi, Colombo, Mulas, Panzerotto e Ghiringhelli

VARESE – «L’archivio di Stato è patrimonio della nostra provincia. È la nostra storia e noi la cediamo (al ministero della Cultura, ndr) per quale ragione? Di questo passo, a Villa Recalcati rimarrà ben presto il deserto, poiché il presidente sta cedendo un pezzo alla volta». È forte la critica del leghista Sergio Ghiringhelli nella seduta del consiglio provinciale di oggi, mercoledì 30 ottobre. Rincara la dose Marco Colombo di Fratelli d’Italia: «Mi spiace per Mattia Premazzi che ha appena ricevuto la delega al patrimonio, ma ha già perso un pezzo. Speriamo che non si vada avanti così altrimenti ci ritroveremo una Provincia più povera».

Risultato, voto contrario? Macché, sull’alienazione (e non solo) tutta la minoranza si astiene.

La cessione dell’immobile

È di 1 milione e 464 mila euro la stima fatta dalla Provincia sull’immobile di via Col di Lana. Tanto che anche nella variazione di Bilancio, illustrata da Mattia Premazzi, è già stato predisposto il capitolo ad hoc. Il ministero della Cultura, dopo la richiesta di acquisizione fatta, ha già accettato il valore ricalcolato e fissato con la perizia tecnica di Villa Recalcati. «È una scelta politica – ha concluso Premazzi – poiché quella struttura non rientra tra le scelte strategiche dell’Ente che invece vuole investire fondi per migliorare le condizioni degli stabili».

«Nell’archivio di Stato ci sono documentazioni che risalgono a prima dell’Unità Italia. È lo scrigno della nostra memoria e della nostra storia – ha continuato Ghiringhelli – Forse l’operazione di ristrutturazione si poteva fare concedendo i fondi necessari alla Provincia. Ora invece con la cessione perdiamo ogni diritto di decisione su quell’importante patrimonio storico locale».

L’asso della mozione

Le minoranze hanno poi presentato una mozione in cui si chiede l’impegno da parte del presidente di utilizzare il ricavato della cessione dell’Archivio di Stato per progetti di riqualificazione di uno o più edifici scolastici di proprietà della Provincia di Varese. Il consiglio provinciale, su invito del presidente Magrini, con il solo voto contrario di Pierluigi Gilli («mozione pretestuosa e inutile»), ha deciso di inserire il documento di impegno politico nella scaletta odierna discussione e approvazione. Favorevoli: Fratelli d’Italia, Lega e Lombardia ideale. Contrario Gilli e astenuti Provincia al centro e PD. La mozione è passata.

A Villa Recalcati arriva in consiglio anche Frankie Hi-Nrg

Il consiglio provinciale si apre con la conferma dei gradi di vicepresidente a Giacomo Iametti di Forza Italia. Dopodiché il presidente Marco Magrini ha ribadito le deleghe assegnate ai vari consiglieri.

Il primo intervento è del gruppo di FdI: «Se non ci fosse, caro presidente bisognerebbe inventarla. E lo dico senza ironia», ha attaccato Marco Colombo di Fratelli d’Italia. Il Fratello Colombo poi cita il testo della canzone “Quelli che ben pensano” del rapper di Città di Castello Frankie Hi -Nrg mc per sferrare l’attacco politico e per ribadire l’incoerenza di Forza Italia. Senza citare in maniera dettagliata Iametti, ha ricordato che il forzista solo pochi mesi fa si è candidato a sindaco con il centrodestra. «Ma quello bravo è il presidente della Provincia – ha concluso Colombo – Magrini ha dimostrato di sapersi muovere e di saper scegliere le persone per puntellare la sua maggioranza».

Nominati anche i capigruppo. Sono Michele Di Toro (PD) per i Civici e Democratici; Matteo Marchesi per la Provincia al centro; Sergio Ghiringhelli per Lega e Lombardia Ideale; Marco Colombo per Fratelli d’Italia.

Rivoluzione e… astensione!

Sulla variazione di Bilancio, Marco Colombo va a pizzicare un possibile vizio cronologico nell’ordine del giorno («Presentate la variazione di Bilancio con già i soldi dell’alienazione dell’archivio di Stato e poi ci fate votare la delibera di alienazione? Forse bisognava invertire l’ordine», dice in soldoni. Non fa una grinza). Fuoco e fiamme? Ma va! Al momento del voto scatta l’estintore dell’astensione di Fratelli, Lega e Lombardi Ideale.

Idem sulla proposta di alienazione. Le minoranze mettono sul tavolo motivazioni (quelle di Ghiringhelli) che reggono anche sulle gambe leghiste e anti stataliste. E quindi, se non contrarie, per lo meno molto dubbiose. Voto contrario? No: astensione anche qui.

Insomma, il refrain che suonerà da qui ai prossimi due anni appare chiaro: il cuore di Fratelli d’Italia, Lega e Lombardia Ideale dice “guerra senza quartieri alla maggioranza Magrini. Anzi al presidente”; ma la ragione politica (dei capataz provinciali) impone calma, pacificazione e… astensione!

E il buon Marco Magrini, che sa fiutare l’aria (e l’ha fatto da tempo) lascia che lo “sfogatoio” segua il suo corso in aula. Un esercizio ginnico e nulla più. Perché poi, quel che conta sono le mani che si alzano quando si vota. E l’astensione delle minoranze, politicamente, significa mezzo voto a favore. Detto questo torna il dubbio delle settimane passate: per quale motivo le minoranze hanno eretto un muro sull’accettazione delle deleghe?

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Villa Recalcati archivio stato – MALPENSA24
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