VARESE – Giuseppe Barra è stato confermato presidente del Parco Campo dei Fiori. Hanno provato a far scuffiare la riconferma alla presidenza, ma a questo giro Lega (soprattutto), Lombardia Ideale (con un lavoro sotto traccia) e Fratelli d’Italia hanno tenuto la barra (b minuscola) dritta e salda e sono riusciti a portare in porto la presidenza di Barra (B maiuscola), che di nome fa di Giuseppe.
Il retroscena
Quando il tavolo per la nomina si è riunito ieri sera (mercoledì 30 ottobre) i giochi sulla presidenza erano praticamente fatti. Già nelle 48 ore precedenti alla nomina, il nome di Giuseppe Barra era riuscito a far convergere sulla riconferma anche i possibili “dissidenti” di area centrosinistra.
Certo è che per qualche settimana c’è chi ha lavorato per cambiare il vertice dell’Ente. Il nome sul quale il centrosinistra a trazione PD puntava per la presidenza era quello di Vincenzo Maffei, geologo ed ex sindaco di Masciago Primo, paese oggi amministrato dal presidente della Provincia Marco Magrini. Infatti, la manovra per la scuffiata, raccontano, pare sia stata cucinata sull’asse Pd di Varese – Magrini. Operazione che però si è dissolta ben prima del giorno decisivo, lasciando in campo solo Barra. La candidatura di Maffei non è nemmeno arrivata sul tavolo decisivo.
Ora, Giuseppe Barra potrebbe anche essere una candidatura non più “fresca”, vista la sua lunga presidenza. Forse c’era voglia di un volto nuovo. Vero è però che non si può certo mettere da parte la sua esperienza, ma soprattutto la sua conoscenza di un ente che guida da anni e che governa una porzione di territorio tanto bella quanto delicata e, negli ultimi anni, colpita anche da tragici eventi che hanno compromesso la sua bellezza e rispetto alla quale sono in essere una serie di progetto di ripristino.
La guerra dei nomi
Gustoso anche il duello andato in scena sui nomi dei consiglieri. Nel consiglio, infatti, siedono anche un rappresentante di nomina della Regione e uno che viene scelto dall’accordo tra Comune di Varese e Provincia. Su questi due posti non ci sarà partita.
La battaglia è stata invece sui due consiglieri di nomina dei Comuni del parco. Il primo nominato è stato appunto Maffei: passo indietro sulla presidenza, ma non sulla sua presenza nella compagine consigliare. E anche qui il tentativo di tagliare fuori da parte del centrodestra un uomo considerato troppo vicino al presidente della Provincia è naufragato. Se Davvero Magrini ha lavorato per portare Maffei nella governance del Parco ha vinto. Non stravinto perché la presidenza è sfumata.
Derby nel centrodestra invece per il secondo nome. In ballo c’erano Pozzi, portato dal Comune di Barasso e sul quale c’era un accordo abbastanza esteso di tutti i comuni vicini. Patto rotto dal sindaco di Casciago Mirko Reto, il quale ha spinto per Gaggioni, spaccato il fronte e condotto in porto il candidato.
Il sindaco di Casciago Mirko Reto nel post voto ha voluto rassicurare i colleghi sindaci dei Comuni a sud del Parco: «Finite le operazioni di nomina, i consiglieri saranno consiglieri di tutti i Comuni e lavoreranno in sinergia con i sindaci».
