di Gian Franco Bottini
Chi, osservando il sonnolento Consiglio comunale di Busto degli ultimi tempi, scuoteva la testa mugugnando che sarebbe stato “meglio il disaccordo dell’indifferenza”, si sarà sentito accontentato dallo svolgimento dell’ultima seduta, martedì 29 ottobre. Alla base delle accese discussioni il recente rimpasto della Giunta che, oltre ad aver tenuto banco per qualche mese, alla fine ha partorito la sostituzione di 4 assessori su 7 componenti. Tutto legittimo, ma francamente inusuale nei tempi e nelle dimensioni.
La miccia in Consiglio è stata innescata da un consigliere di minoranza (Cascio) che, dopo aver sottolineato gli aspetti “particolari” dell’operazione ha incentrato il suo intervento sulla mortificazione subita dagli assessori sostituiti, sulla dignità calpestata del sindaco “vittima dei partiti” e conseguente disdoro di tutta la città, concludendo con l’annuncio delle sue “disgustate” dimissioni.
Abbiamo completamente compreso tutte le ragioni del malessere di Cascio ma francamente non abbiamo del tutto condiviso il suo approccio, fatto certamente di buoni sentimenti ma di poco realismo.
La politica ha il “pelo sullo stomaco” e la democrazia, nella quale fortunatamente più o meno viviamo, si regge sui numeri del consenso e spesso ci mette di fronte a soluzioni che possono anche urtare qualche sensibilità. Ma tant’è. E nel consiglio di quella sera non serviva certo il preciso, seppur scolastico, intervento dell’europarlamentare (Tovaglieri) per confermare a tutti (pensiamo anche a Cascio) che alla base del discusso rimpasto non c’era niente altro che l’esigenza di rimettere in bolla fra i partiti gli ambitissimi “posti a sedere” in Giunta.

Nulla di nuovo, di illegittimo o di scandaloso, se non fosse che l’entità del ricambio e l’abnorme durata della “lievitazione del rimpasto” ha diffuso fra la gente un ironico chiacchiericcio (probabilmente sottovalutato dagli stessi “rimpastatori”) che esigeva un chiarimento, meglio se sincero, per il recupero dell’immagine istituzionale e, perché no, per rispetto dei cittadini. Ha ragione chi, dai banchi della maggioranza, ha sottolineato che la politica non deve essere la ricerca del posto fisso, ma senza una chiara spiegazione della tribolata vicenda non si è fatto altro che alimentare il pensiero che, nella attuale maggioranza, anche un tempo determinato ha il suo appeal.
Il Sindaco dice che alla gente non interessa il “come” ma i risultati, con ciò pensando di giustificare il suo silenzio mentre, a nostro avviso, con esso non si è fatto altro che rafforzare le convinzioni di chi potrebbe consideralo frutto di “imbarazzo”o ancor più di arroganza. In tutti i casi ciò non giova alla sua immagine e quindi alla città.
Le frequenti e legittime operazioni di rimpasto, in giunte o governi (!), hanno prioritariamente la finalità di sanare debolezze o migliorare la produttività e a volte, marginalmente (e malcelatamente) ad approfittare della circostanza per sistemare anche quelle questioni di “bottega” che fra i partiti delle coalizioni facilmente insorgono. Il totale silenzio sull’argomento di tutta la maggioranza, checchè ne pensi il Sindaco, ha creato fra i cittadini il convincimento che quelle ragioni che abbiamo definito marginali, nel caso specifico, erano uniche e sostanziali. A nostro avviso, con detrimento della fiducia della gente nella serietà della politica e delle istituzioni.
Detto questo, è comunque innegabile che da un rimpasto così extra-large ci si dovrebbero attendere anche risvolti positivi: nuovi entusiasmi in Giunta (ben sapendo che serve anche altro) oltre che un auspicato ringiovanimento in Consiglio. Certo è che per i nuovi consiglieri, e per i loro altrettanto giovani supporter presenti nel pubblico, non è certo stato educativo né lo sciocco e sguaiato applauso dei consiglieri “Fratelli” (Rogora, Attolini) all’annuncio delle dimissioni di Cascio , né il mandarsi allegramente a “ca…are” (a microfoni accesi) fra due “non qualunque” esponenti della maggioranza.
La vicenda rimpasto comunque si esaurirà e, auspicatamente, la pace (forse) nella maggioranza tornerà; meglio se anche con il ritiro delle dimissioni di Cascio perché, e non è certo lui che dobbiamo convincere, la democrazia si rafforza proprio in virtù della diversità delle idee da difendere sul campo. C’è sinceramente da augurarsi che, nell’interesse della città, il Sindaco possa raggiungere con questa Giunta tutti quei risultati che gli possano dar ragione perché, in caso contrario, la questione rimpasto potrebbe restare sul fondo per ritornare poi ad essere oggetto non solo di spiegazione ma altresì di giustificazione.
