MILANO – È stata ascoltata in merito all’inchiesta “dossieraggio” Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato e senatrice azzurra, che nel pomeriggio di ieri è arrivata in Procura a Milano per essere ascoltata come testimone nell’ambito del fascicolo sul presunto giro di informazioni prelevate dalle banche dati strategiche e che ha portato all’arresto di Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera Milano, incarico dal quale si è autosospeso appena ricevuta l’informazione di garanzia.
“Non ho mai fatto richiesta di alcun dossier e i pm ne hanno preso atto“, ha dichiarato al termine del suo interrogatorio, davanti ai pm della Dda Francesco De Tommasi e Alessandra Dolci, affiancati dallo stesso Marcello Viola. Quanto emerso nell’inchiesta, secondo Ronzulli è un “verminaio inqualificabile“, per il quale “bisognerà fare qualcosa dal punto di vista legislativo”.
Le intercettazioni
Il nome di Licia Ronzulli, a quanto appreso, è emerso in una intercettazione, mentre Pazzali e il suo “investigatore”, l’ex Poliziotto Carmine Gallo, stavano parlando di una sua conoscente. La stessa Ronzulli ha chiesto pertanto di essere sentita dagli inquirenti, considerandosi “parte lesa in quanto oggetto di un possibile ricatto” e riservandosi “di adire le vie legali”.
