GALLARATE – Tornano a farsi sentire le Associazioni dei pazienti cronici e dei loro familiari che l’8 giugno del 2023 portarono più di 2mila persone a manifestare davanti all’ospedale di Gallarate. Alla vigilia dell’assemblea pubblica, organizzata per domani 12 novembre alle 21 alle Scuderie Martignoni dall’opposizione sul futuro del Sant’Antonio Abate, «la necessità e il dovere di collaborare a programmare e progettare una rete diffusa territoriale di organizzazione e strutture di cura della salute», nonché «una “Cittadella della Salute” (Casa di Comunità, servizi sanitari e sociali, spazi educativi e ricreativi) nel cuore della città che si prende cura della salute e del benessere di tutti e in particolare dei più deboli».
Le richieste
Non piace nemmeno a loro la riorganizzazione sanitaria in centro città, prevista da Asst Valle Olona quando entrerà in funzione il nuovo ospedale di Beata Giuliana. Le Associazioni dei pazienti cronici e dei loro familiari chiedono in particolare «Servizi ospedalieri per acuti progettati per essere accessibili, e con spazi e percorsi di cura in grado di accogliere e tutelare persone con cronicità complesse con polipatologie, disabilità e fragilità di ogni fascia di età», nonché «Servizi territoriali di prossimità e domiciliarità (e non solo servizi ambulatoriali diagnostici/prestazionali), programmati e progettati per una presa in carico e per un prendersi cura dei bisogni complessi socio sanitari delle Persone con cronicità, disabilità, fragilità e dei loro Caregiver».
L’intervento di Mfe
All’assemblea pubblica di domani sera prenderà la parola anche la sezione di Gallarate dell’Mfe (Movimento federalista europeo). «Regione Lombardia – fanno sapere in una nota – ha deciso di ridurre drasticamente i servizi sanitari del nostro storico ospedale cittadino in vista della realizzazione del nuovo Ospedale Unico. Questo significa un Comune succube e immobilizzato da direttive politiche calate dall’alto, decisioni prese senza considerare le reali esigenze del territorio, meno servizi sanitari locali».
Gallarate, più di 2000 persone in piazza con un solo obiettivo: salvare l’ospedale
