Ospedale di Comunità a Gallarate, Astuti e Ferrazzi: «Da Fontana soltanto parole»

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GALLARATE – «Vogliamo atti, non parole. Non mi fido di quello che ha detto Attilio Fontana». Così Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd, risponde al governatore lombardo che oggi, 12 novembre, ha promesso che anche all’interno del Sant’Antonio Abate di Gallarate rimarrà un Ospedale di Comunità. 

Sistematico depistaggio

Lo ha fatto questa sera alle Scuderie Martignoni intervenendo all’assemblea pubblica organizzata dalle opposizioni di Gallarate (Pd, CéV, Ls, Ocg, +Gallarate). Subito dopo ha parlato Luca Ferrazzi del Gruppo Misto: «Sono preoccupato, non mi fido. Vorrei sapere a livello istituzionale cosa è stato protocollato, sennò stiamo parlando di aria fritta. Non c’è un documento scritto che dice quello che oggi ha annunciato Fontana. Stiamo assistendo a un sistematico depistaggio con un impegno preso per il 2032, quando Fontana sarà un pensionato e ci sarà un altro presidente che deciderà che cavolo fare». 

Qui non resta nulla 

Sonia Serati (+Gallarate) teme «l’effetto Legnano», ovvero che il Sant’Antonio Abate resti un edificio dismesso a tempo indeterminato una volta che entrerà in funzione la nuova struttura sanitaria di Beata Giuliana. «Non soltanto non resta l’ospedale, ma qui a Gallarate non resta nulla», ha aggiunto Giovanni Pignataro (Pd) chiudendo il giro di interventi subito dopo Cesare Coppe (Città è Vita), Massimo Gnocchi (Ocg) e Michele Bisaccia (Lista Silvestrini). «Il tema – ha sottolineato il capogruppo dem, non è nemmeno l’ospedale di Comunità a Somma Lombardo, perché «40 posti su 400mila abitanti fanno ridere». Pignataro ha criticato duramente anche il progetto da 21 milioni di euro al Casermone: «Sarà un grande magazzino sanitario. Hub delle emergenze è un bel nome», ma è un progetto «Assolutamente ridicolo». E ha concluso: «Con questa assemblea stiamo provando di smuovere le acque perché in maggioranza sono totalmente immobili. Si è proni e succubi di Regione per evidenti questioni politiche che però non possono riguardare la salute delle persone. Non possiamo più accontentarci di promesse, dobbiamo fare fronte comune come città. E’ inaccettabile che si azzerino i servizi sanitari territoriali». 

(Metà) Forza Italia presente 

Le opposizioni di Gallarate avevano invitato all’incontro tutti i gruppi di maggioranza. Ha accetto l’invito soltanto la metà di Forza Italia che fa riferimento al commissario Nicola Mucci e al consigliere comunale Belinda Simeoni. Assente invece il vicesindaco Rocco Longobardi e il capogruppo Calogero Ceraldi che nel pomeriggio era andato in Regione da Fontana in disaccordo con la segreteria. La questione ospedale, insomma, è la dimostrazione plastica di un partito ormai spaccato due. 

Il governatore Fontana assicura: “Anche Gallarate avrà l’ospedale di comunità”

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