Varese, Pellicini “interroga” il ministro sui Miogni: «Intervenga al più presto»

Andrea Pellicini
Andrea Pellicini

VARESE – Carenza di personale, necessità di manutenzioni alla struttura stessa oltre al fatto che il carcere di Varese è stato dichiarato dismesso nel 2001, cioè ben 23 anni fa. E queste sono solo alcune delle noti dolenti dei Miogni che il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini ha inserito in un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia. Chiedendo «quali iniziative urgenti intenda assumere per il pericolo di crollo del muro di cinta del carcere, per dotare di docce le camere di reclusione al primo e secondo piano dell’edificio, per migliorare le condizioni dei luoghi di lavoro della polizia penitenziaria e per implementare il personale addetto alla custodia».

Il testo dell’interrogazione

Andrea Pellicini da quando è stato eletto deputato e in qualità di membro della Commissione Giustizia sta seguendo passo passo la questione del carcere dei Miogni chiedendo agli organi di governo competenti di intervenire per lo meno per rispondere alle urgenze in merito a condizioni di lavoro e strutture fatiscenti. E l’interrogazione a risposta scritta, presentata poche ore fa (mercoledì 20 novembre) è solo l’ultimo atto parlamentare.

Al Ministro della Giustizia – Per sapere – premesso che:

-la Casa Circondariale di Varese è situata in un edificio, risalente al 1893, nel centro urbano della città di Varese;

-attualmente in forza all’istituto di pena sono assegnati 55 agenti di polizia penitenziaria (dei quali ben 8 distaccati presso altri Uffici), addetti alla custodia di 102 detenuti;

-vi è in primo luogo la necessità di destinare alla struttura penitenziaria ulteriore personale, almeno per far fronte alla difficoltà determinate dai diversi distaccamenti;

-i problemi più urgenti riguardano però le condizioni di manutenzione dell’istituto;

-il carcere era stato dichiarato dismesso con D.M. 30.01.2001 previa costruzione di un nuovo istituto; -la nuova struttura non è stata però mai realizzata e gli interventi di manutenzione straordinaria sul vecchio “Miogni”, trattandosi di carcere da dismettere, sono stati di minima entità;

il complesso presenta oggi alcune significative criticità che meritano di essere affrontare e risolte: in particolare, il muro di cinta del carcere si trova in condizioni fatiscenti, con il serio rischio di crollo nelle parti più ammalorate, tant’è che il camminamento posto al di sopra della struttura è da tempo inservibile;

-inoltre, soltanto le camere di reclusione al piano terra sono dotate di acqua calda e docce, mentre quelle al piano primo e secondo sono sprovviste di docce e sono dotate solo di bagni “alla turca”, con la conseguenza che i detenuti sono costretti a recarsi in appositi locali comuni al di fuori delle celle, costringendo così gli agenti a gestire i continui movimenti dei detenuti;

-vi è inoltre la necessità di dotare il carcere di ambienti più consoni per gli alloggi destinati alla polizia penitenziaria;

-a tal fine, grazie al positivo interessamento del Provveditorato alle Carceri della Lombardia, il Comune di Varese si è dichiarato pronto a cedere allo Stato una palazzina limitrofa, oggi destinata agli uffici della polizia locale del Comune, da adibire proprio a caserma della polizia penitenziaria:

si chiede se il Governo sia a conoscenza della gravità della situazione descritta in premessa e quali iniziative urgenti intenda assumere per il pericolo di crollo del muro di cinta del carcere, per dotare di docce le camere di reclusione al primo e secondo piano dell’edificio, per migliorare le condizioni dei luoghi di lavoro della polizia penitenziaria e per implementare il personale addetto alla custodia.

varese miogni nordio – MALPENSA24
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