CARONNO VARESINO – Fratelli con il mal di pancia. E non solo nella piccola Caronno, dove il malessere di alcuni militanti del partito di Giorgia Meloni, quelli storici (come si definiscono), sono stati messi in soffitta senza troppe smancerie. E le scorie lasciate dalle mancate candidature alle ultime amministrative non sono state certo digerito. Tanto che ora vengono a galla.
E il caso della lettera aperta scritta da Valerio Piotto, uno dei fondatori del Circolo meloniano di Caronno, esiliato in quel di Carnago, per togliere il disturbo in un partito che sta cercando di condurre in porto la metamorfosi da realtà del 3% a movimento capace di trainare la coalizione e il Paese, che ora mette in piazza (come del resto era successo in campagna elettorale – andate a rivedervi il video -) tutto il malcontento. Che esiste, magari in maniera meno esplosiva, anche in altri contesti della provincia e che potrebbe emergere in fase di congressi, ormai prossimi.
Scelte sbagliate e Fratelli allo sbando
Piotto nella sua lettera critica le scelte fatte in campagna elettorale dove i Fratelli si sono spaccati e poi spiega di non comprendere da un lato i motivi per cui “gli esponenti storici sono stati messi in un angolo” e rivela di capir ancor meno la linea di un partito che imbarca chiunque: «Si dice – scrive Piotto – persino il candidato sindaco che a Caronno si è fatto sostenere dal centrosinistra». Non solo. Nella lettera poi vengono messi sul banco degli imputati anche il presidente provinciale Andrea Pellicini e il commissario cittadino gallaratese Marco Colombo. Ora, Caronno Varesino è un piccolo problema nel panorama generale, ma non è l’unico. Tanto che tra Fratelli non sono pochi – in giro per la provincia – quelli ai quali è rimasta sullo stomaco la pizzata di Daverio, quella organizzata da Marco Colombo, il sindaco di Daverio.
La lettera
Maggioranza nel caos, ma la minoranza non scherza, almeno una parte in particolare F.lli d’Italia un po’ confusa quantomeno.
Il gruppo civico Caronno Cambia chiede chiarezza e trasparenza, peccato che voci di corridoio dicono che Samuele Celona, candidato sindaco abbia fatto la tessera di Fratelli d’Italia, la lista un Cuore per Caronno e stata appoggiata in campagna elettorale e sponsorizzata dal Commissario Marco Colombo e coloro che hanno creato il Circolo di Fratelli d’Italia sono sempre stati tenuti in un angolo e mai presi in considerazione da ormai troppo tempo.
Fratelli d’Italia nella persona del commissario Colombo parla di maggioranza in difficoltà ma si dimentica che lui stesso non ha concesso il simbolo alle elezioni del 9 giugno e quindi in teoria non ci sono veri rappresentanti in Consiglio Comunale se non averne addirittura 3 nel giro di qualche mese e poi si parla di coerenza, trasparenza e dilettantismo.
Dopo oltre due anni non sono stati in grado di individuare un rappresentante ufficiale sul territorio che si occupi del Circolo cittadino ma questo e generalizzato su tutta la Provincia di Varese visto che la maggior parte dei Circoli sono commissariati, poi parlano di fragilità e di comicità. Piu che comico mi sembra tragico.
Lotte ad personam, vogliamo parlarne se non fosse stato per personalismi e il centro destra fosse stato unito avrebbe quasi sicuramente vinto, ma non per colpa della Lega ma di qualche capriccio personale questo non è stato possibile.
Di sicuro Colombo su una cosa ha ragione che i cittadini non hanno capito e ancora oggi aspettano delle spiegazioni in particolari i tesserati della prima ora, ma hanno saputo dare una risposta bocciando chi utilizza la politica per propri scopi personali.
Caro Commissario e Coordinatore invece vi devo dire che i cittadini hanno capito benissimo e hanno bocciato una certa politica imposta dall’alto, perché i propri candidati li vuole scegliere da soli senza ingerenze, e vi aveva comunque avvisato con documenti che purtroppo non sono stati nemmeno letti.
Uno dei “grandi obbiettivi” della riforma costituzionale “del premierato” come ha spiegato spesso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è “garantire il diritto dei cittadini di scegliere da chi farsi governare mettendo fine alla stagione dei ribaltoni”.
La riforma, che è stata approvata al Senato il 18 giugno e ora sarà esaminata dalla Camera, contiene varie novità tra cui l’elezione del presidente del Consiglio e la così detta “norma anti ribaltoni”. Nelle, questo norma vuole evitare che il risultato delle elezioni sia modificato con cambi di maggioranza durante la stessa legislatura.
Esattamente il contrario di quanto pensano i vertici provinciali di Fratelli d’Italia di Varese, presidente Andrea Pellicini e Marco Colombo compresi, che continuano a calare candidati decidendo in una stanza chiusa e chiedendo di rifare le elezioni in Provincia in quanto non rappresentano la maggioranza.
