Stop al 4° binario, il comitato dei residenti ai sindaci: «Far tornare tutto come prima»

ferrovia binario attivo svolta

PARABIAGO – Quarto binario, indietro tutta. È quello che chiede a Rfi, Italferr e alle imprese esecutrici, attraverso i sindaci del territorio, il Comitato Rho-Parabiago dopo la sentenza del Tar che ha accolto il suo ricorso contro il potenziamento della tratta ferroviaria Rho-Parabiago (sentenza di cui Malpensa24 ha dato per prima la notizia lunedì scorso, 9 dicembre). “Interrompere qualsiasi attività operativa, rimuovere tutte le strutture già installate e ripristinare tutte le aree di cantiere e di lavoro allo stato preesistente”: questa l’agenda dettata dal comitato ai 10 Comuni interessati dai lavori lungo la tratta perché la “intimino formalmente” a enti e aziende coinvolti.

«Con l’annullamento dell’ordinanza con cui il commissario straordinario di Rfi Vera Fiorani aveva approvato il progetto definitivo del potenziamento Rho-Parabiago – osserva il comitato – è venuto meno anche l’oggetto della gara di appalto assegnata alla società Notari. Tutte le attività legate al progetto, già di per sé illegittime in quanto avviate senza progettazione esecutiva e verifica di ottemperanza, risultano definitivamente e a maggior ragione illegittime, perché prive dell’atto autorizzativo». Di seguito, l’appello rivolto a sindaci e amministrazioni comunali dopo la sospensione ai lavori.

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A seguito della pubblicazione della sentenza del Tar Lombardia n. 03488/2024 del 6 dicembre 2024, che ha annullato l’ordinanza n. 11 del 28 giugno 2023 con la quale il Commissario Straordinario Vera Fiorani aveva approvato il Progetto Definitivo del Potenziamento linea Gallarate-Rho – 1^ Fase: Quadruplicamento tratta Rho-Parabiago e raccordo a Y per Malpensa, il Comitato Rho-Parabiago chiede a tutti i Comuni interessati di intimare formalmente a RFI, Italferr e imprese esecutrici: di interrompere qualsiasi attività operativa in essere; di rimuovere tutte le strutture già installate, incluse le recinzioni di cantiere; di ripristinare tutte le aree di cantiere e di lavoro allo stato preesistente all’inizio delle attività, incluse la ripiantumazione degli esemplari arborei abbattuti, la ricostituzione delle fasce boscate e arbustive eliminate, la rimozione delle platee in asfalto/cemento eventualmente realizzate e la ricostituzione dello strato di terreno superficiale mediante riporto di terreno avente idonee caratteristiche qualitative.

L’interruzione dei lavori e il ripristino delle condizioni ante operam devono essere posti in atto in conseguenza dell’annullamento dell’ordinanza n.11/2023, con il quale è venuto meno anche l’oggetto della gara di appalto assegnata alla società Notari. Si ricorda, infatti, che RFI ha affidato all’impresa appaltatrice la redazione del progetto esecutivo e la realizzazione dei lavori con appalto integrato ai sensi dell’art. 59 comma 1 bis del D.lgs. 50/2016 che stabilisce che l’oggetto dell’appalto integrato è il progetto definitivo, nel caso di specie approvato con l’ordinanza n. 11/2023.

«Attività tutte illegittime»

Tutte le attività legate al progetto – già di per sé illegittime in quanto avviate senza progettazione esecutiva e verifica di ottemperanza – risultano definitivamente e a maggior ragione illegittime, perché prive dell’atto autorizzativo. Si precisa, per completezza, che l’annullamento dell’ordinanza n.11/2023 ha comportato anche il venir meno del vincolo preordinato all’esproprio, che il Tar ha giudicato illegittimo per la mancanza di una motivazione in merito alla sua reiterazione.

Confidando in una Vostra pronta attivazione, porgiamo distinti saluti

Comitato Rho-Parabiago

Il Legale Rappresentante Alberto Maggioni

Il Segretario Dalia Sartirana

Quarto binario, sì del Tar della Lombardia al ricorso del comitato contrario all’opera

parabiago comitato quartobinario tar – MALPENSA24
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