GAVIRATE – A Gianni Lucchina, che guida il gruppo di minoranza Vivere Gavirate, non sono piaciuti i primi sei mesi della giunta del sindaco Massimo Parola (nel video qui sotto l’intervista). «È un’amministrazione molto sciapa», dice. Tradotto: senza sale. Che non manca però nei tributi, quelli sì particolarmente “salati”, riporta l’esponente di opposizione. «Siamo il paese con la tassazione più alta di tutta la zona: usiamo l’addizionale Irpef più alta prevista dalla legge. Siamo tra le più alte applicazioni Imu per la seconda casa e anche per i costi cimiteriali le tariffe sono molto alte con rinnovi cari per le concessioni».
Maggioranza e lungolago
«Non perdono occasione per dire il contrario ma vediamo una certa continuità con l’amministrazione precedente – aggiunge poi Lucchina – c’è una tensione interna alla maggioranza che inizia ad emergere e si nota la voglia di protagonismo di un singolo che vuole apparire dappertutto e così rende comparse gli altri componenti della giunta». Il consigliere di minoranza non fa nomi ma si limita a specificare che non si riferisce al sindaco. Lucchina, affiancato da Beatrice Bisanti che siede in consiglio nello stesso gruppo consiliare, parla da un locale del lungolago. Poco lontano c’era il pontile simbolo della passeggiata, crollato la scorsa primavera. «È ancora in quelle condizioni e non c’è nemmeno un progetto, un’idea – attacca Lucchina – è un lungolago da riqualificare, un gioiello che fa fatica a decollare».
Scuola e lavoro
«La nostra è una posizione di opposizione però dando anche una certa disponibilità – prosegue Lucchina – abbiamo votato a favore del piano di zona che è un piano condivisibile, adesso aspettiamo che ci siano i numeri economici. Abbiamo dato segnali di disponibilità alla maggioranza che non sono stati colti, la risposta è sempre stata abbastanza di chiusura e con una certa sufficienza». Quindi ricorda l’impegno sul caso Ilma Plastica e la crisi Beko: sono 100 i lavoratori di Cassinetta residenti a Gavirate. «Ho chiesto che il Comune esprimesse solidarietà ma non è seguito nulla, mentre altri comuni stanno esponendo striscioni». Quindi il tema della scuola. «Abbiamo ottenuto un risultato contro la chiusura della scuola materna di Voltorre: il Comune ha versato 10mila euro. Agiremo ancora in questo modo: gli investimenti sono insufficienti. Lo scuolabus non c’è e la mensa è tra le più care della zona».
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