BUSTO ARSIZIO – «Serve davvero un altro parcheggio, proprio lì?» A chiederlo è Salvatore Loschiavo, ex assessore alla mobilità e “padre” dell’estensione della ZTL in via Cavallotti e via Bramante, che ha condotto l’assemblea pubblica dell’associazione PoliticaMente sul nuovo posteggio che l’amministrazione intende realizzare sul prato della chiesa di San Rocco. E gli unici consiglieri di opposizione presenti, Gigi Farioli ed Emanuele Fiore, sono pronti a portare il caso nelle aule di Palazzo Gilardoni: «Proporremo una sospensione dell’opera per approfondire, senza volontà polemica, la questione del parcheggio Lualdi chiuso e inutilizzato».
Il parterre

La sala del camino di Villa Calcaterra è piena – più di 50 presenze – per l’evento organizzato da PoliticaMente, l’associazione fondata dall’ex assessore Loschiavo. Il tema del parcheggio sul prato di San Rocco è caldo, e lo dimostrano le oltre 2000 firme già raccolte dalla petizione promossa da Legambiente. Ci sono i consiglieri Gigi Farioli ed Emanuele Fiore, ma anche due esponenti storici del PD come Walter Picco Bellazzi e Alberto Grandi e rappresentanti di Busto al Centro (Marco Azzimonti) e di Legambiente BustoVerde (Paola Gandini). Ed è Gigi Farioli al termine del dibattito a tirare fuori il coniglio dal cilindro della mozione in consiglio comunale: «Il pragmatismo senza visione porta a scelte da cui non si torna indietro – le parole dell’ex sindaco – non sono per le guerre sante ma credo sia difficilissimo oggi far tornare indietro questa amministrazione che, dopo tre anni in cui ha promosso una visione organica di citta più inclusiva e attrattiva, sembra che dopo un rimpasto abbia cambiato rotta. La differenza tra un politico e un amministratore di condominio è la capacità di fare scelte giuste anche se impopolari. Ma ho il timore che su questa partita abbiamo già perduto. Una proposta, senza polemica, potrebbe essere quella di sollecitare un intervento per sospendere l’opera e discuterne in commissione e contestualmente approfondire una soluzione per il parcheggio Lualdi».

Le domande di Loschiavo
«La soluzione è davvero costruire nuovi parcheggi? – si chiede Loschiavo – tra l’altro in controtendenza con la linea degli ultimi tre anni, vedi l’estensione della ZTL. C’è davvero una crescita delle auto e una considerevole richiesta di parcheggi? Attorno alla ZTL ci sono, mal contati, 2600 posti auto per la sosta, magari mal distribuiti. A San Michele davvero tanti, ormai è l’autorimessa del centro. Ma merita di più». Nel mirino anche la «mala gestio» degli abbonamenti per la sosta: «Nel parcheggio Einaudi rimangono sempre dei posti liberi. È inefficiente». E la questione del posteggio “Lualdi” chiuso da anni: «Parlo da avvocato, gli strumenti giuridici ci sono per utilizzare il parcheggio» sostiene Loschiavo. Nel ragionamento di PoliticaMente «non c’è solo la critica»: tra i ragazzi dell’associazione tre studenti di architettura del liceo Candiani (Francesco Colombo, Benedetta Pozzi Marzorati e Riccardo Policetta) hanno abbozzato un progetto di riqualificazione del prato di San Rocco con panchine e una fontana, prevedendo di utilizzare una parte dei 179mila euro stanziati per il parcheggio.

La storia e le alternative
Nel dibattito intervengono anche gli esperti. Lo urban planner Daniele Geltrudi, bustocco, fa un excursus sulla storia del “praticello”: dal progetto (anni ’80) di Richino Castiglioni di una galleria commerciale sul “vuoto” urbano degli attuali parcheggi di via Einaudi alla petizione che, negli anni ’90, bloccò il progetto di un autosilo proprio sul prato di San Rocco, fino all’idea del 2007 (dello stesso Geltrudi insieme all’architetto Andrea Pellegatta) di un autosilo fuori terra da 250 posti sull’area del parcheggio Venzaghi e al mantenimento del verde previsto nel progetto Pinqua di riqualificazione della Villa Radetzky (poi stralciato). «Ora mantenere il “praticello” è il minimo che possiamo fare». Per il professor Daniele Lorusso, docente di geografia all’università Statale di Milano e neo-cittadino bustocco, «quel prato verde è quasi un simbolo», a fianco di «una spianata di 4000 metri quadrati destinata a parcheggi». Un’alternativa ad asfaltare il prato il prof. ce l’ha: «Mezzi pubblici gratuiti il sabato. Non devo dare la speranza di più posti auto, ma evitare che le persone vengano in centro in auto». E il sociologo Enrico Tacchi aggiunge: «Servono un progetto ampio di quartiere e valorizzare questo prato: la soluzione peggiore è trasformarlo in un rettangolo d’asfalto. Il verde porta benefici estetici e climatici».
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