Omicidio Ravasio, le scuse di Ferretti che chiede la giustizia riparativa

Nella foto Annamaria Trentarossi, Mario Ravasio e Giuseppe Ravasio genitori e cugino di Fabio Ravasio

PARABIAGO – «Per voi sarebbe certo una sofferenza atroce, per me è il solo modo per salvarmi». Massimo Ferretti, imputato con Adilma Pereira Carneiro, e altre sei persone, per l’omicidio di Fabio Ravasio, investito a Parabiago lo scorso 9 agosto, ha chiesto oggi, lunedì 27 gennaio, di essere ammesso all’istituto della giustizia riparativa.

Sono padre anch’io

Lo ha fatto leggendo una lettera in aula davanti alla corte d’assise del tribunale di Busto Arsizio presieduta da Giuseppe Fazio con la quale si scusa con i genitori di Ravasio. «Non oso immaginare quale dolore possa essere perdere un figlio. Lo dico perché sono padre anch’io – ha proseguito Ferretti – Sto cercando di recuperare quanti più soldi possibili per risarcire il danno materiale. Per quello dell’anima non posso fare nulla».

La giustizia riparativa

«Da quando sono in carcere sono tornato il Massimo di prima. Sono tornato una persona per bene. So che per voi è impossibile da credere ma vi prego di darmi l’occasione di dimostrarlo». Il parere del pubblico ministero Ciro Caramore all’ammissione alla giustizia riparativa è negativo.

Il no della procura

I genitori di Ravasio, Mario Ravasio e Annamaria Trentarossi, non hanno voluto commentare. I legali di parte civile hanno chiarito che sarebbe prematuro esprimersi adesso sulla richiesta di Ferretti. Sulla sincerità delle scuse dell’imputato gli avvocati hanno commentato soltanto: «dovete chiedere direttamente a lui».

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