A Varese le sfide dell’apicoltura: con il dna si può smascherare il miele contraffatto

varese apicoltura dna miele
Il 39esimo congresso Aapi si è aperto all'Unahotels Varese

VARESE – La lotta al miele contraffatto, con i nuovi scenari che si aprono attraverso indagini tecnologiche innovative sul Dna. Quindi gli effetti dannosi del clima che cambia. Sono le due principali sfide che si trovano quotidianamente ad affrontare gli apicoltori. Temi al centro del 39° congresso nazionale dell’apicoltura professionale promosso da Aapi (Associazione Apicoltori Professionisti Italiani) e Apilombardia che si svolge fino al 2 febbraio a Varese. I lavori si sono aperti stamattina – giovedì 30 gennaio – all’Unahotels: nel video qui sotto le interviste.

La sfida del clima

Il congresso ha richiamato a Varese apicoltori, ricercatori ed esperti da tutta Italia e dall’estero, per discutere proprio delle strategie di adattamento alle emergenze climatiche che hanno un forte impatto sulle produzioni apistiche, con raccolti sempre più ridotti e costi operativi in aumento. Gli ultimi sono stati anni ricchi di eventi meteorologici estremi: nel 2024 la produzione di miele in Lombardia ha subito un forte calo, con raccolti medi per alveare drammaticamente bassi (1,7 kg per il miele di acacia, 5,5 kg per il tiglio e 11 kg per il castagno). La presenza di nuovi predatori, come la vespa velutina, e l’aumento dei costi operativi legati alla nutrizione di soccorso per le api aggravano ulteriormente la situazione. «L’apicoltura in questo momento sta passando quella che io chiamo “la tempesta perfetta”: gli insetti piccolissimi danno un monitor di come sta cambiando il clima. Il miele è sempre di meno: si sono ridotte drasticamente le nostre produzioni», ha commentato Gianni Alessandri, presidente di Aapi. Il congresso in questi giorni dedicherà ampio spazio a questi temi, con aggiornamenti su normative, salute degli alveari e strategie per mitigare gli impatti climatici.

Il dna contro il miele contraffatto

Nemico degli apicoltori non è solo il clima, ma anche il miele contraffatto: l’Unione Europea stima che il 46% del miele che entra in Europa sia fortemente sospettato di adulterazioni attuate in diverse modalità. Innanzitutto mediante aggiunta di sciroppi zuccherini, con conseguente notevole abbassamento del prezzo; quindi con l’uso di additivi e coloranti per mascherare la vera origine botanica del miele; attraverso la manipolazione in laboratorio delle miscele miele/sciroppo per eludere i controlli analitici ufficiali; infine con la falsificazione dell’origine geografica mediante rimozione dei pollini per impedirne la tracciabilità. I metodi analitici attualmente disponibili per accertare l’autenticità del miele non sono però sufficientemente sensibili per rilevare sofisticate adulterazioni, mentre cresce rapidamente l’efficienza dei truffatori nell’aggirare agilmente i controlli. La presenza di questo “falso miele” nel mercato, oltre a costituire una frode a danno dei consumatori, mette dunque gli apicoltori nell’ormai insostenibile condizione di vedere offrire per i propri mieli autentici e di qualità prezzi anche molto al di sotto dei costi di produzione. Il congresso varesino è l’occasione per soffermarsi su una nuova metodologia analitica basata su test del dna, che promette di non fermarsi ai sospetti ma di fornire risposte certe, superando i limiti degli attuali metodi di analisi. «Potrebbe venirci incontro per smascherare le nuove frodi – aggiunge Alessandri – è una speranza per tutti gli apicoltori».

C’è anche la politica

Tra i presenti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria Confagricoltura e Coldiretti, l’assessore all’ambiente del Comune di Varese Nicoletta San Martino, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e l’assessore regionale all’agricoltura Alessandro Beduschi. «Spesso – ha detto quest’ultimo – per i numeri residuali rispetto alle grandi produzioni agricole italiane il miele viene posto sempre un passo indietro, invece noi crediamo che sia da fare un passo avanti rispetto alle risorse. Quest’anno l’Ocm della Lombardia ha quasi raddoppiato gli investimenti, sono quasi 1 milione e 400mila euro gli investimenti che dedichiamo al settore». Quindi ha parlato proprio del problema delle frodi. «Insieme ai Carabinieri, al Nucleo antisofisticazioni, vorrò alzare il livello di attenzione per evitare che la buona fede dei consumatori venga carpita da una scorretta informazione commerciale». Per Regione Lombardia presente anche l’assessore alla cultura Francesca Caruso: «Valorizzare questo comparto significa anche difendere le tradizioni locali che Regione Lombardia sostiene convintamente in ogni settore», ha detto. Quindi il consigliere varesino Emanuele Monti e il presidente della commissione Agricoltura Floriano Massardi. Quelli della Lombardia sono numeri importanti: è la seconda regione in Italia per produzione di miele. Nel dettaglio risultano attivi 9.469 apicoltori, con 21.762 apiari e circa 180.000 alveari.

varese apicoltura dna miele
L’assessore regionale Beduschi con il presidente della Provincia Magrini

Oggiona, Rosa d’oro per il miele di Limido: è il più buono della Lombardia

varese apicoltura dna miele – MALPENSA24

Visited 348 times, 1 visit(s) today