Ospedale di Busto, ASST lascia Solaro e tiene il Bizzozzero. Ma in aula è scontro

BUSTO ARSIZIO – ASST Valle Olona rinuncia all’ala storica che si affaccia su piazzale Solaro e rimane a presidiare il padiglione Bizzozzero (in fondo verso Basta Giuliana, oggi ospita i reparti di medicina e riabilitazione e l’hospice) e la farmacia ospedaliera. È questa l’unica indicazione certa sul futuro dell’attuale ospedale di Busto Arsizio emersa nella riunione della commissione servizi sociali richiesta dal PD per fare luce sull’incarico dato ad Arexpo in vista dell’Accordo di Programma sulla riconversione del sedime ospedaliero da dismettere. La maggioranza tiene le carte coperte.

Tensione in aula

Un dibattito che vola alto ma che finisce in scontro tra maggioranza e opposizione. Alle domande del consigliere (e segretario cittadino) Dem Paolo Pedotti sulle possibili destinazioni indicate da Arexpo – tra le quali anche quella a polo universitario dell’Insubria – arriva la risposta spiazzante del capogruppo della Lista Antonelli Marco Lanza: «Date per scontato che quello che dite voi non sia stato pensato o discusso, ma la realtà è che anche su questo tema la maggioranza è sul pezzo. Ogni opzione verrà vagliata con la massima serietà: quando verrà il momento opportuno ne parleremo». Parole a cui replica piccata Cinzia Berutti (PD): «Sappia la città Ma questo stile di lavoro non lo reputo costruttivo».

La relazione

Di fronte alla commissione servizi sociali e salute presieduta da Francesca Gallazzi (Lista Antonelli), è la dirigente del settore urbanistica Monica Brambilla – e non direttamente il vicesindaco e delegato all’urbanistica Luca Folegani – a fare il punto della situazione sull’incarico affidato ad Arexpo in vista della futura riconversione. L’area su cui si sta ragionando, ben 273mila metri cubi di volumi – spiega la dirigente – si estende anche all’attuale parcheggio e al parco per la Vita di viale Stelvio per superare l’attuale convenzione e trasformarlo in un parco pubblico a tutti gli effetti. Nel tempo invece sono cambiate le scelte di ASST Valle Olona sul mantenimento delle funzioni di tipo sanitario nel sedime dell’Attuale ospedale. L’azienda sanitaria, formalmente proprietaria del polo di San Giuseppe, ha deciso che saranno nel padiglione Bizzozzero e nella Farmacia, gli immobili “in fondo” all’area sul lato verso Beata Giuliana, e non più nella parte storica che si affaccia su piazzale Solaro, come originariamente ipotizzato.

I vincoli

ASST ha infatti comunicato che la direzione strategica e gli uffici amministrativi verranno collocati nel nuovo ospedale di Beata Giuliana abbandonando l’idea di mantenerli nell’immobile vincolato di piazzale Solaro. Così il futuro dell’immobile ultracentenario, vincolato dalla Soprintendenza come il vicino padiglione Pozzi (che ospita la Neurologia), rimane un rebus. Tra le indicazioni fornite dall’azienda sanitaria anche il mantenimento degli edifici che hanno più di 70 anni, tra cui il padiglione Candiani e il padiglione Formazione (oggi sede del corso di laurea in Infermieristica), mentre è stato segnalato un non meglio precisato interesse architettonico per il padiglione “azzurro” della maternità e pediatria. Nessun vincolo invece per la “torre” del polichirurgico, che potrebbe essere di difficile riutilizzo rispetto agli attuali canoni edilizi.

Le carte restano coperte

Non si fa cenno nel dettaglio alle ipotesi messe sul tavolo da Arexpo, dal “terzo polo” dell’Università dell’Insubria su cui l’assessore Folegani accenna solo parlando di «interessamento in standby», alle opzioni di insediamenti residenziali. Solo Marco Lanza svela l’ipotesi di «un centro poliriabilitativo» tra le possibili funzioni per il futuro dell’area. L’unica vera indicazione di Arexpo che emerge è che l’attuale sedime ospedaliero sarà, parole dell’architetto Brambilla, «non più un muro chiuso all’esterno ma oggetto di un utilizzo da parte della cittadinanza». E se Maurizio Maggioni ribadisce il suo suggerimento di «inserire nell’AdP le aree tra la Croce Rossa, via Arnaldo da Brescia e il parco Sempione, quasi 40mila metri quadrati quasi tutti di proprietà comunale indicati nel Pgt a servizi», dalla maggioranza è l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni a chiarire che il “vecchio ospedale” «non sarà più un quartiere sanitario. Non è nell’interesse della città e del suo indotto uno sviluppo del genere che sarebbe marginale, se consideriamo che il grosso sarà la “speculazione” immobiliare, quello che può fare il Comune è chiedere funzioni attrattive in base al futuro che vogliamo per l’area circostante».

Il dibattito in aula

Ed è proprio in base a questo ragionamento che l’ex sindaco Gigi Farioli, dai banchi di Popolo Riforme e Libertà, nel ricordare «la generosità di Busto Arsizio» nel mettere a disposizione gratuitamente i terreni per il nuovo ospedale, invoca per la città «un ruolo da playmaker» nelle scelte sul futuro del sedime ospedaliero. «Il nodo qui è capire quale vocazione dare a quel pezzo di città – l’appello di Farioli – il discorso di Gallarate, che non condivido, sul mantenimento di un presidio sanitario nell’attuale ospedale non ha nulla a cui spartire con Busto». Ma Paolo Pedotti (PD) invita a non dilazionare la discussione «Se il modello è Mind possiamo ipotizzare di vedere riconsegnate le aree alla città nel 2040. Occorre iniziare ora per guidare il processo, posticipare aumenta il rischio di fare la fine dell’ospedale di Legnano». Di qui l’invito di Berutti: «Dobbiamo darci da fare». A cui Folegani risponde smorzando gli entusiasmi: «Dobbiamo arrivare al 2030 con una situazione in continua evoluzione». Fino alla tensione finale, con Marco Lanza che ironizza sul «momento catartico» della minoranza e Cinzia Berutti che si dice «infastidita dai sorrisini del vicesindaco» mentre parlano i consiglieri di opposizione. E Folegani che a sua volta rinfaccia alle minoranze: «Dai vostri discorsi sembrava che prendessimo sotto gamba la questione ma vi assicuro che non è così». E il sindaco Emanuele Antonelli c’è ma non si esprime.

“Vecchio” ospedale di Busto, per il futuro ipotesi campus dell’Università Insubria

busto arsizio vecchio ospedale – MALPENSA24
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