MILANO – La Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano, questa mattina ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 5 persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacente (cocaina, hashish e marijuana). I provvedimenti restrittivi si aggiungono a quelli già eseguiti il 17 dicembre 2024, che avevano colpito, tra gli altri il capo ultras Luca Lucci. Lo riporta l’Ansa.
I messaggi criptati decifrati
L’ordinanza dello scorso dicembre aveva già riconosciuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti di 22 indagati, tra i quali alcuni vertici della curva sud milanista, ma aveva applicato la misura cautelare solo a 8 soggetti, per carenza di esigenze cautelari nei confronti degli altri. La rivalutazione di tali esigenze e la conseguente applicazione della misura cautelare a carico degli arrestati di oggi – spiega ancora la Polizia – si fonda sugli ulteriori approfondimenti investigativi condotti e in particolare dall’analisi dei cellulari sequestrati lo scorso 17 dicembre. La ricostruzione della struttura dell’organizzazione è avvenuta attraverso una meticolosa analisi e attività di riscontro delle comunicazioni intrattenute dagli indagati con piattaforme criptate individuate dagli investigatori della Squadra Mobile ed acquisite dall’Autorità giudiziaria italiana, con il coordinamento di Eurojust ed Europol.
Tutti gli uomini di Lucci
Tra i cinque arrestati, nell’inchiesta dei pm di Milano Leonardo Lesti e Rosario Ferracane e della Squadra mobile, che già aveva portato ad un’ordinanza per narcotraffico a carico di Luca Lucci, capo ultrà milanista della Sud già in carcere per il blitz di settembre sulle curve di San Siro, c’è anche Francesco Messina, 39 anni, il quale, secondo le accuse, avrebbe prodotto in Marocco l’hashish poi venduto sulle piazze milanesi. Sono finiti in carcere, su ordinanza del gip di Milano Fabrizio Filice, anche un peruviano, residente a Milano, Aldo Gerardo Mori Matos, Yuri Trocino (per il quale non è stata riconosciuta dal giudice l’accusa di narcotraffico), Francesco Siani e Attilio Mormile. Su 22 indagati in totale, lo scorso dicembre erano stati arrestati in otto, tra cui Lucci pure destinatario in precedenza di un’altra ordinanza per fatti di droga e anche accusato del tentato omicidio, come mandante, nel 2019 dell’ultrà rossonero Enzo Anghinelli.
Il tentato omicidio di Anghinelli
Oggi sono arrivati altri cinque arresti, dopo il sequestro dei telefoni dei cinque indagati nei mesi scorsi, le analisi degli investigatori e la rivalutazione da parte del giudice delle esigenze cautelari, che per questi cinque il gip Filice quattro mesi fa non aveva riconosciuto. Proprio da un filone autonomo di indagini sul caso del tentato omicidio di Anghinelli, che si era salvato per miracolo dopo che gli spararono in testa in zona Porta Romana a Milano, ha preso il via l’inchiesta della Dda milanese che ha portato anche agli arresti di oggi. Un’inchiesta da cui è emerso un presunto traffico, di cui Lucci sarebbe stato al vertice, di tre tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina e che presto i pm chiuderanno con gli avvisi di conclusione indagini. Per il tentato omicidio dell’ultrà Anghinelli era stato arrestato nei mesi scorsi anche il presunto vice di Lucci, Daniele Cataldo.
