“Fischiate me? Sentirete il tenore”. Scola può davvero lasciare Varese

Luis Scola Pallacanestro Varese

VARESE – Teatro di Parma. Durante una recita dell’opera Pagliacci, di Leoncavallo, il baritono appena iniziò a cantare il prologo fu fischiato dal loggione. Non accettando la contestazione, rivolgendosi al pubblico esclamò: “Fischiate me? Sentirete il tenore!”. In un altro teatro, la Masnago del basket, più della sconfitta dolorosissima ha colpito la contestazione, di più, gli insulti che una parte della curva ha rivolto a Luis Scola. “Scola devi vendere, vattene vattene” il coro improvvisato, insieme ad altri epiteti irripetibili. Come allo stadio, peggio che allo stadio. Perché mentre Milan, Inter, Juventus possono avere compratori dall’estero, non ci risulta che non ci sia proprio nessuno in coda per acquistare la Pallacanestro Varese. Ed ecco che il “tenore” (cioè nessuno) potrebbe essere ben peggio del “baritono” Scola.

La Openjobmetis perde lo spareggio salvezza. Vince Cremona (85-87), insulti a Scola

Lo psicodramma di Masnago

Una Openjobmetis che riesce a perdere un match, decisivo per la salvezza, già vinto. Ma quello che è peggio è successo nel post partita, nel ventre della Itelyum Arena. E ad essere ferito è stato l’uomo Scola più che il dirigente. Vedere il figlio Tomas (alla sua prima convocazione in serie A) uscire dal campo tra le lacrime dopo gli insulti al padre ha mandato su tutte le furie El General. Comprensibilmente. Una reazione da papà e da uomo preoccupato per la sua famiglia. I dietro le quinte ci raccontano di un uomo ferito e furibondo, pronto anche ad un “confronto” con gli Arditi. E qui la pallacanestro e la sconfitta nulla c’entrano. C’entrano le contestazioni della curva, che già avevano fiaccato Scola nei mesi precedenti con striscioni e minacce.

Luis Scola può davvero lasciare Varese?

I beninformati ci raccontano di un Luis Scola determinato a chiudere qui la sua avventura a Varese. Senza se e senza ma. Nonostante gli estremi tentativi (e l’affetto) di tutti i dirigenti nel convincerlo a non mollare. E ad andare avanti. “C’è una salvezza ancora da conquistare, poi si programmerà il futuro facendo tesoro degli errori commessi” il pensiero comune che emerge. Ma nel frattempo bisogna provare a rasserenare Scola e convincerlo a non lasciare il progetto, nonostante gli insulti e le cattiverie che travalicano lo sport. Perché è facile fischiare il baritono, ma il tenore rischia di essere peggiore. Anzi di non esserci proprio.

Sconfitta e minacciata. Questa è l’ora più buia della Pallacanestro Varese

Luis Scola Pallacanestro Varese – MALPENSA24
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