BUSTO ARSIZIO – Paradosso Busto Nuoto: il primo aprile dal Coni arriva la Stella di Bronzo al Merito Sportivo per i 25 anni di attività, firmata dal presidente Giovanni Malagò, ma la società potrebbe non sopravvivere oltre il 30 aprile. «Senza la garanzia di ristori dal Comune, a fine aprile rischiamo di dover chiudere l’attività» lo dice senza giri di parole Renato Borroni, presidente della Busto Nuoto ASD. «Con la Manara chiusa gli spazi acqua ci costano 3500 euro al mese in più. L’assessore Folegani ci ha promesso un contributo, ma se arriva a giugno-luglio è troppo tardi».
Il riconoscimento da Malagò
La situazione è drammatica, «un annus horribilis, peggio del Covid», come sottolinea il presidente Borroni. Tutto ha inizio dal 1° giugno, con la chiusura della piscina Manara, da allora mai più riaperta. E arriva proprio – il destino, a volte, sa essere beffardo – nel momento più alto di consacrazione della società nata nel 1998 sulle ceneri della Bustese Nuoto. «La Stella di Bronzo del Coni è un riconoscimento veramente importante e ringrazio il presidente del comitato regionale lombardo della FIN Marco Del Bianco per averci candidato – sostiene Borroni – dal ’98 abbiamo sempre portato atlete di livello assoluto alla Nazionale, alle Olimpiadi di Sydney 2000 Alessia Lucchini, ad Atene 2004 Laura Zanazza, poi dopo un lungo vuoto Gemma Galli a Tokyo 2021 e Susanna Pedotti a Parigi 2024. Oltre ad essere stati costantemente presenti agli europei e mondiali juniores e assoluti e negli ultimi vent’anni mai usciti dal podio a livello nazionale. E ancora, abbiamo sempre organizzato alla piscina Manara eventi di portata nazionale e internazionale, come nel 2009 il collegiale e l’evento con la Nazionale di nuoto artistico e nel 2011 la prestigiosa Coppa Comen con 25 nazioni del mondo presenti a Busto».
Dalla Stella a…
Ma il rischio di passare dalla Stella… alle stalle, o meglio di affondare, è dietro l’angolo. «La Manara è chiusa dal 1° giugno 2024, dall’oggi al domani ci siamo trovati senza acqua – racconta Renato Borroni – dopo due mesi drammatici, itineranti tra Monza, Comerio, la Bustese e Parabiago, a novembre dopo l’audizione dell’assessore abbiamo preso atto della situazione, ci eravamo già attrezzati tra la Bustese e Legnano e abbiamo formalizzato la richiesta di contributi straordinari allegando il planning dei costi da sostenere, utilizzando spazi acqua a prezzi doppi. Lo abbiamo ribadito più volte: questa situazione non ci permette di arrivare a fine stagione». Con l’assessore Folegani però il dialogo si è riaperto, anche se solo il 3 aprile scorso: «Ha capito che il problema è grosso e affermato la volontà politica di venirci incontro. Ma ha prospettato un contributo a giugno-luglio con le variazioni di bilancio – fa sapere il presidente delle “Draghette” – ci fa piacere ma è troppo tardi. Abbiamo bisogno di qualcosa prima, almeno una garanzia, per andare avanti. E il contributo andrebbe garantito fino alla riapertura della Manara».
I conti non tornano

È quantificabile in circa 3500 euro al mese per 10-11 mesi il «differenziale di spesa» rispetto alla piscina Manara, peraltro garantito anche allora dal contributo che il Comune stanziava per calmierare le tariffe che il gestore applicava agli utenti. Ed è da quella cifra oggi “risparmiata” nel bilancio (che però a livello contabile il Comune compensava di fatto con il canone di concessione della piscina) che la Busto Nuoto si aspetta di ricevere un ristoro: «Ci siamo sforzati, abbiamo avuto grosse donazioni dai genitori, a Natale le ragazze hanno rinunciato a regali e avviato una raccolta fondi, la nostra allenatrice ha devoluto l’incasso di una sua esibizione da Dolce e Gabbana, così come l’incasso dell’esibizione al festival di Cannes andrà alla società – rivela Borroni, affiancato dalla consigliera della società Cristina Cagelli – però nella Busto Nuoto ci sono anche otto allenatori, tecnici di valore, alcuni dei quali vivono di questo lavoro, e in tutto una dozzina di persone stipendiate con un contratto di collaborazione. Il primo pensiero è per loro. La FIN ci ha anticipato di sette mesi il contributo straordinario per le atlete che mandiamo in Nazionale, ma ad aprile con l’ultima rata versata dai soci i soldi sono finiti». Significa chiusura: «Non lo meritano le atlete, le allenatrici, i genitori».
Il futuro da garantire
Il tema, dunque, «non è la riapertura della Manara, ma la sopravvivenza di una società che ha vinto uno Scudetto nel 2023». E che, senza la piscina di “casa”, ha già perso 40 atlete su 185, con le relative quote di iscrizione. Un appello rivolto al Comune, con una precisazione relativa all’azione legale avviata da un gruppo di genitori di atleti di nuoto agonistico, «un altro settore e un’altra società» sottolinea Cristina Cagelli, che ci tiene a rimarcare come anche «la lettera all’ASSB sulla mancata partecipazione alla Pasqua dell’Atleta era una comunicazione riservata, non pubblica». «Noi – sottolinea il presidente Borroni – non abbiamo mai puntato il dito contro nessuno, abbiamo sempre chiesto ristori». Ora la Busto Nuoto è all’ultima spiaggia. Qualcuno venga a salvarla prima che affondi.
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