VARESE – Operava per 1.385 soggetti nel settore dell’e-commerce. Partita Iva sospetta chiusa dalla Guardia di Finanza. Pericolo evasione. «In ottica di prevenzione, con l’attività di polizia economico finanziaria odierna, 1.350 “scatole cinesi” vuote sono state rese inutilizzabili per frodi fiscali e commerciali in danno rispettivamente all’erario ed ai negozi di quartiere nei centri urbani del territorio», spiega il generale Crescenzo Sciaraffa, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Varese.
Rappresentante fiscale cinese
I finanzieri del Comando Provinciale di Varese, nell’ambito del dispositivo di controllo economico del territorio, anche virtuale, eseguendo mirati e specifici accertamenti hanno individuato numerosissime partite Iva, operanti nel settore dell’e-commerce e rappresentate dal medesimo soggetto di origine cinese.
Gli indici di rischio
Dall’analisi, sono emersi, sin da subito, numerosi indici di rischio derivanti da: l’elevato numero di soggetti rappresentati; la recente costituzione del rappresentante fiscale; la presentazione della dichiarazione dei redditi indicante un volume dei ricavi irrisorio; l’assenza di pagamento di tributi e assenza di qualsiasi bene o contratto intestato nonché precedenti di polizia in capo al soggetto rappresentante in quanto arrestato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Ottenuta la chiusura
Pertanto, evidenziata la totale inesistenza e inadeguatezza del soggetto a poter rappresentare tale mole di partite Iva, è stata chiesta e ottenuta la cessazione della partita Iva da parte della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente.
L’impegno nella prevenzione
Tale attività testimonia l’attività della Guardia di Finanza in tema di prevenzione e supporto alla compliance nell’ottica di prevenire le frodi e di intervenire tempestivamente, prima dell’emersione dell’evasione o di condotte distorsive del mercato e di mancata pretesa erariale. In quest’ottica, si specifica che in tema di cessazione delle partite Iva operanti tramite il rappresentante fiscale, di recente, è stato previsto che sarà necessaria una garanzia da prestare, coincidente con cauzione in titoli di stato, fideiussione bancaria o polizza fideiussoria, in base alle partite Iva rappresentate che andrà da un minimo di 30 mila euro a un massimo di due milioni di euro.
La Guardia di Finanza contrasta le frodi non solo sul piano repressivo ma anche nella prospettiva di prevenzione degli illeciti fiscali e di stimolo alla compliance. In questo senso, nei confronti delle imprese coinvolte nei circuiti di frode viene sistematicamente richiesta la cessazione delle relative partite Iva.
