GALLARATE – «Noi difenderemo sempre il diritto e la libertà di chiunque di esprimere le proprie idee». E’questo il passaggio centrale della nota diffusa oggi da Luigi Galluppi, appartenente a Comunione e Liberazione e consigliere comunale con la lista civica Centro Popolare Gallarate, il Popolo della Famiglia e la Rinascita della Democrazia Cristiana, che di fatto approva lo svolgimento del Remigration summit in programma domani 17 maggio in città, con ogni probabilità all’interno del Teatro Condominio di proprietà comunale.
Maggioranza in silenzio
«Il tema non è impedirlo», dice Galluppi, primo esponente di maggioranza a prendere posizione in merito al primo raduno europeo dell’ultradestra che verrà ospitato proprio in provincia di Varese. Gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia, infatti, al momento sono trincerati dietro un silenzio che nasconde evidente imbarazzo. Mentre per quanto riguarda la Lega, le uniche dichiarazioni sono per ora quelle rese dal sindaco Andrea Cassani al Corriere, sulle quali le opposizioni hanno chiesto che venga fatta immediata chiarezza.
La nota integrale
Di seguito la nota integrale firmata da Luigi Galluppi:
Innanzitutto allo stato dei fatti non è dato sapere chi siano realmente gli organizzatori del summit – si parla genericamente di gruppi di estrema destra -, quali siano i contenuti del convegno e se sarà tenuto davvero nella nostra Città. Il tema non è impedirlo perché non si condividono le idee che, si presume, saranno l’oggetto del summit. Gallarate ha visto manifestare antagonisti, comitati vari ed esprimere liberamente posizioni e idee anche opposte da quelle di chi governa la Città. Quindi va garantita la libertà di espressione. Noi difenderemo sempre il diritto e la libertà di chiunque di esprimere le proprie idee. Il problema è semmai che c’è invece chi ritiene di doverle impedire anche con la forza. Quello che temiamo non sono le idee che potranno essere espresse nel summit, che abbiamo ragione di pensare il CPG non condivida e sulle quali si può legittimamente dissentire, ma piuttosto che l’incontro sia il pretesto per manifestazioni che possano trascendere nella violenza. Spetta quindi alle autorità preposte valutare quali iniziative mettere in atto al fine di garantire la sicurezza. Per quanto concerne le politiche sull’immigrazione riteniamo, in estrema sintesi, che esse si debbano fondare su queste tre parole: umanità, ordine e sicurezza e che l’emergenza migratoria dinanzi alla quale ci troviamo sia da governare con realismo e contrastando il fenomeno della immigrazione clandestina e delle organizzazioni criminali che lucrano sulla tratta degli esseri umani.
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