VARESE – «La nostra città e il nostro territorio hanno avuto un ruolo fondamentale nella lotta contro il nazifascismo. E Calogero Marrone, responsabile dell’ufficio Anagrafe del Comune, in quegli anni, ha salvato decine e decine di persone dalla deportazione. Parola quest’ultima, che in questi giorni abbiamo sentito risuonare e non solo per un incontro in una città della nostra provincia. Ecco perché questa sera è importante, ancora una volta, ricordare Calogero Marrone e tutti coloro che si sono battuti per la nostra libertà».
Varese Favara, gemellaggio della Memoria nel nome di Marrone
E’ stata un’apertura di consiglio comunale particolare quella di questa sera nel Salone Estense di Varese. Insieme al sindaco Davide Galimberti (sue le parole riportate quei sopra), agli assessori e ai consiglieri varesini c’erano anche il sindaco di Favara città natale di Marrone, Antonio Palumbo, alcuni amministratori e studenti siciliani. Presenti qui a Varese per rafforzare un legame che unisce Varese e Favara sotto il nome di Calogero Marrone. E per la delegazione siciliana, la trasferta varesina, è un viaggio della Memoria, poiché «andremo anche a visitare il Binario 21 a Milano e poi il Campo di Dachau», ha spiegato il primo cittadino di Favaro Antonio Palumbo.
Dopo gli interventi dei primi cittadini di Varese e Favara sono intervenuti anche il viceprefetto Fabio De Fanti; il professor Andrea Minidio, presidente della Fondazione Marrone e Franco Giannantoni, giornalista, scrittore, ricercatore storico, autore di numerose opere sulla Resistenza italiana, ma anche studioso e custode di quanto fece Marrone, «un angelo – così lo ha definito durante il suo intervento – con radici ben piantate in questa terra».
