LA ZAMPATA DI RE LEONE/ “Il Giro lo ha buttato via Del Toro. Che è felice…”

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Mario Cipollini

di Claudio Ghisalberti

Caro Mario il Giro è alla fine e da oggi è ufficiale che noi di ciclismo non capiamo nulla. Però siamo in buona compagnia perché i tecnici della Uae forse ne hanno capito meno di noi.
“No, non è così – risponde in videochiamata Mario Cipollini -. Avevo detto che la tappa di oggi (ieri, ndr) sarebbe stata l’unica che avrebbe potuto sconvolgere questo Giro.

Questo è vero.
“Avevo detto: fate attenzione perché dal Colle delle Finestre all’arrivo può succedere di tutto. Poi, è vero, non ho detto chi vinceva. Avevo detto che questa tappa avrebbe potuto stravolgere la corsa. Mi sento abbastanza in linea con quello che è il mio modo di vedere il ciclismo”.

Vorrei che tu mi spiegassi la tattica di Del Toro e della sua Uae.
“Sto facendo una riflessione e in realtà faccio fatica a immedesimarmi nell’atteggiamento, nella personalità, nel modo di vivere attualmente il ciclismo. Ti faccio una mia personalissima analisi. Allora, la Uae si autodefinisce, e noi siamo d’accordo, la squadra più forte del ciclismo mondiale. Oggi, in realtà, non sono stati così forti. Ma soprattutto, mi chiedo: nel momento in cui la Visma mette dentro una fuga Van Aert non è che cominci in qualche modo a riflettere? Non era il caso che anche la Uae mandasse uno solido nella fuga? Naturalmente, ci vorrebbe la sfera di cristallo per immaginare che la corsa viene lasciata e la fuga arriva a dieci minuti di vantaggio”.

Del Toro alla fine sembrava felice lo stesso: baci e abbracci.
“Ecco, io mi chiedo una cosa: ok, sei giovane, sei in una dimensione che probabilmente è più grande di quella che tu avessi immaginato e hai fatto un Giro d’Italia meraviglioso, ma hai fatto 30, c’è da fare soltanto 31. Perché quando parte Yates lo lasci andare via come se niente fosse? Ho capito che il tuo obiettivo è contenere Carapaz ma non ti accorgi che stai perdendo tutto? Non hai la capacità di ascoltarti?  Se io fossi stato al suo posto e il mio diesse mi avesse consigliato di andare piano non gli avrei dato retta. Avrei cercato di contenere Yates.  Sei giovane, sei tutto quello che vuoi, tutto quello che ti pare ma quale altro possibile vincitore, quale altro grande talento avrebbe buttato un’occasione come questa di vincere il Giro? Non posso crederci. magari ne vincerai tanti di Giri, ma intanto questo è andato. L’hai perso. Poi un’altra cosa che mi ha stupito. Se io, Mario Cipollini, perdo il Giro d’Italia, se mi avvicini ti azzanno come un pitbull. Un avversario che mi vuole dare i baci sul collo? Ma non scherziamo. Io in quel momento vorrei salire su una torre per buttarmi di sotto, altro che fare festa. Hai buttato via una delle cose più straordinarie che possa capitare a un ciclista, e il tuo atteggiamento è così tranquillo, è così pacato, è così disponibile? Io veramente non riesco più a capire dove sta l’animo da guerriero del ciclista, dove sta l’orgoglio del campione. Mi va bene tutto, ma sono contento di far parte di un ciclismo diverso, di una cultura ciclistica differente. E vogliamo parlare dell’abbraccio di Pellizzari dopo l’arrivo? Ridicolo, un finto fair play che mi dà fastidio e molto. Fatto solo per attirare consensi, per le telecamere. Siete amici? Dopo, in albergo. In corsa siete avversari pagati da squadre differenti. Invece non hai ancora tagliato il traguardo che sei lì che lo abbracci e lo baci… ma dai”. 

Qualcuno però definisce già Del Toro campione.
“Qualcuno chi? I cronisti delle varie emittenti? Ma dai, lasciamo perdere. Chi di loro capisce davvero di ciclismo?”. 

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