LONATE POZZOLO – Una occupazione non autorizzata di terreni per far pascolare gli animali, a cui il proprietario di qualche fondo si sarebbe opposto, facendoli fuggire. Sono alcune delle ipotesi al vaglio dei Carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare che indagano sulle cause della caduta di alcune decine di mucche e di un cavallo nel Canale Villoresi avvenuta venerdì scorso, 6 giugno, nel territorio di Castano Primo. Per recuperare gli animali si è resa necessaria una vasta e complessa operazione (nella foto, una fase di essa) durata diverse ore, al termine della quale sono state tirate a riva tra Arconate e Parabiago, dove le aveva portate la corrente del canale, 21 mucche ancora vive e 4 morte. Lo stress fisico per la brutta avventura è stato tale da lasciare il segno su numerosi capi, uno dei quali è deceduto l’indomani.
Mucche fuggite da Lonate a Castano
Come ricostruito finora, le mucche facevano parte di una mandria di 56 capi di un’azienda gestita da alcuni fratelli di origine calabrese e residenti nel Legnanese. La mandria era al pascolo a Tornavento, nel territorio del comune di Lonate Pozzolo, dove ignoti avrebbero tagliato il recinto mobile di fili elettrici per farle scappare. In tutto avrebbero lasciato il recinto una trentina di capi. Disorientate, alcune mucche sono state trovate a recuperate già a Lonate, mentre le altre hanno attraversato il territorio di Nosate fino a quello di Castano dove, stanche e assetate, avrebbero tentato di abbeverarsi sulla riva del Villoresi, cadendo però in acqua una dopo l’altra. Quest’ultima circostanza è sostenuta dal personale veterinario consultato dagli inquirenti.
Una volta nel canale, che ha ripide sponde per tutta la sua lunghezza, le mucche non sono più state in grado di uscirne, venendo trascinate dalla corrente e faticando non poco per restare a galla fino a quando si è messa in azione la macchina dei soccorsi. Ulteriore particolare toccante, intorno alle 21.00, terminata l’operazione di recupero, il cavallo che le accompagnava al pascolo e che viene detto “il cane” proprio per il suo ruolo di “guardia” – gira intorno ad esse per tenerle unite – si è immerso pure lui nel Villoresi; tirato in salvo dai volontari della Protezione civile, si è ributtato in acqua e non è stato più possibile recuperarlo prima che il suo corpo cedesse allo sfinimento.
Indagini dei Forestali
L’ipotesi di reato a carico dei proprietari della mandria è omessa custodia e malgoverno di animali (art. 672 del codice penale). Uno dei fratelli, però, si è detto vittima di un sabotaggio: i fili che contenevano le mucche al pascolo non si sono certo rotti da soli o per opera degli animali. Tuttavia, il sospetto degli inquirenti è che la mandria sia stata portata in un terreno dove non era autorizzata a stare, prassi che risulta talvolta praticata dai pastori della zona della Calabria da cui provengono i proprietari degli animali. Ipotesi e circostanza che sono comunque tuttora al vaglio degli investigatori, che non hanno ancora tratto alcuna conclusione.
Lonate, mucche nel Villoresi: 24 salvate ad Arconate. Cinque non ce l’hanno fatta
