ROMA – Due ex sindaci, il presidente della ciclistica locale, una donna e altri tre patiti del pedale dal Papa in bicicletta. L’impresa è stata messa a segno indossando, sempre, le divise del GS Solbiatese.
Caldo e fatica
Quattro giorni e altrettante tappe per macinare i quasi 800 chilometri che dividono Solbiate Olona da piazza San Pietro. Non una pedalata di salute, bensì un attraversare l’italia mossi dalla passione per il ciclismo e dalla fede. L’impresa è stata pensata, progettata e realizzata proprio in occasione del Giubileo degli sportivi. Con l’attraversamento della Porta Santa, udienza e messa con il Santo Padre, Papa Leone XIV nella giornata di oggi, domenica 15 giugno.
Benedizione e via
Alla partenza (e anche all’arrivo) di questo viaggio c’erano anche due ex sindaci di Solbiate Olona. Entrambi appassionati (e con un passato agonistico) di ciclismo, ovvero Antonello Colombo e Peppino Bianchi. Non poteva mancare Roberto Lavezzari, olgiatese, presidente del GS Solbiatese. Hanno completato il gruppo Giorgio Castiglioni, Fulvio Rossi, Lorenzo Meriti e la quota rosa Saporiti Emilia.
Le tappe
Viaggio programmato nei minimi dettagli con tappe lunghe circa 200 chilometri ognuna. Due particolarmente impegnative: quella che ha portato i ciclisti scavallare gli Appennini lungo il passo della Cisa e l’ultima, quasi tutti sui saliscendi dei Colli laziali e romani. Compagno di viaggio bello tosto il caldo.
«Eppure – racconta Roberto Lavezzari – non abbiamo mai mollato e siamo sempre arrivati alla fine di ogni tappa. Faticoso? Certo. Ma anche appagante, bellissimo ed emozionante. Non volevamo tenere ritmi elevati. Il nostro scopo era arrivare a Roma per il Giubileo dello sport, ma anche gustarci la nostra Italia».
Partenza mercoledì 11 con la benedizione di don Alessandro ed il saluto del sindaco Lucio Ghioldi, alla volta di Fornovo di Taro, raggiunta dopo 187 km, sotto il cocente sole della bassa Padana. «Il giorno seguente – racconta Lavezzari – abbiamo lasciato Fornovo per raggiungere Pisa, superando il Passo della Cisa. Una tappa meno calda, ma la più impegnativa dal punto di vista altimetrico con 1700 metri di dislivello superati. Dopo 157 km abbiamo raggiunto la suggestiva Piazza dei Miracoli». Poi Orbetello con 224 chilometri macinati e Roma. «La più “corta”, 155 km, ma impegnativa perché la stanchezza cominciava farsi sentire, ma soprattutto per il gran caldo, con temperature fino a 40°».
