PARABIAGO – «Sul mio coinvolgimento nella vicenda non voglio parlare, starà al giudice stabilire l’entità della mia pena, non voglio giustificazioni ne tanto meno commiserazioni. Pago giustamente per quello che ho fatto». E’ un passaggio della lettera che Fabio Oliva, il meccanico che rimise in carreggiata la vecchia Opel utilizzata per investire e uccidere Fabio Ravasio, il 9 agosto 2024 a Parabiago, ha indirizzato ai genitori della vittima, Mario Ravasio e Annamaria Trentarossi.
Ho creduto alle sue menzogne
«Sicuramente un altro dei miei errori è stato quello di non andare a fondo sulla relazione con vostro figlio, basandomi anche questa volta su menzogne sputate dalla sua compagna». La compagna a cui Oliva fa riferimento è Adilma Pereira Carneiro, brasiliana, 49 anni, a processo con lui e altri sei imputati per l’omicidio del 52enne parabiaghese. Per l’accusa fu lei ad orchestrare il piano per assassinare Ravasio. «Episodi negativi su Fabio non ne ricordo, so solo che non si meritava una donna del genere», scrive ancora Oliva nella missiva vergata dopo 22 giorni di carcere.
Un aiuto ai bambini nel nome di Fabio
Oliva spiega anche di voler in qualche modo tentare di risarcire il dolore che ha causato alla famiglia Ravasio offrendo in tal senso un aiuto concreto ad una casa famiglia per bambini: «Vorrei essere per loro, per almeno cinque anni un “papà” – aveva scritto oliva a Mario Ravasio ed Annamaria Trentarossi -. Un papà che per almeno cinque vigilie di Natale si impegnerà a vestirsi da Babbo Natale e donare loro regali ma soprattutto sorrisi. Essere per loro una risorsa per poter sistemare, migliorare e prendersi cura della loro “casa”, qualunque sia la loro esigenza o richiesta. Mi vorrei impegnare, inoltre, nel poter organizzare un raduno di auto d’epoca […] per raccogliere soldi da donare per le loro esigenze. Mi piacerebbe poter donare a loro momenti, attimi e sentimenti della mia vita come riconoscimento. Un riconoscimento verso di voi per questo mio sbaglio enorme, sbaglio al quale ancora oggi fatico a dare un valore, ma che spero di poter solo minimamente colmare con tutti questi gesti, sempre in memoria di vostro figlio Fabio».
processo mantide oliva ravasio – MALPENSA24
