Alex Schwazer, parabola di un (discusso) campione olimpico

schwazer olimpiadi marcia calcio
Il marciatore, oro olimpico, Alex Schwazer si dà al... calcio

di Claudio Ghisalberti

Alex Schwazer inizia a collaborare con il Sudtirol, squadra che partecipa al campionato di serie B di calcio. Schwazer è stato campione olimpico nella 50 km di marcia a Pechino 2008, oro che gli è valso anche l’onorificenza di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana, ma è stato anche un atleta con una carriera segnata da clamorosi problemi di doping. 

Positivo all’epo nell’agosto 2012, mentre è un carabiniere, prova a negare poi ammette la colpevolezza. Viene squalificato per 4 anni. Alla Procura di Bolzano patteggia una pena di 8 mesi, più una sanzione pecuniaria. Nell’aprile 2015, ancora sotto squalifica, torna ad allenarsi sotto la guida di Sandro Donati, paladino dell’antidoping. A giugno 2016 viene alla luce una nuova positività di un campione di urine prelevato il 1º gennaio. Inizia una furibonda battaglia legale. La difesa del marciatore, avvalendosi della consulenza del Ris di Parma, sostiene la tesi della manipolazione. L’arbitrato del Tas stabilisce una squalifica per 8 anni. Nel febbraio 2021 il Gip del Tribunale di Bolzano dispone l’archiviazione del procedimento penale perché l’atleta “non ha commesso il fatto”. Viene ritenuta credibile la tesi dell’alterazione dei campioni allo scopo di far risultare Schwazer positivo. La Wada ad aprile 2021 contesta le conclusioni riportate nelle carte processuali.  I legali del marciatore, invece, presentano richiesta di sospensione della squalifica al tribunale federale svizzero. Richiesta respinta. La squalifica è terminata l’8 luglio dello scorso anno. 

Ora Paolo Bravo, diesse del Sudtirol, in merito alla collaborazione spiega: “Da anni veniamo in ritiro vicino a Vipiteno dove Alex è nato e vive. Lo abbiamo conosciuto e abbiamo iniziato a parlare seriamente di una collaborazione lo scorso inverno. Alla fine abbiamo iniziato a fare sul serio. Di lui ci ha stupito l’umiltà e la passione con cui si è sempre mostrato, ma soprattutto la competenza nell’analisi dei dati e nelle scelte da fare a seconda di ciò che i numeri indicavano. È chiaramente un esperto nella materia e ci ha coinvolto subito nelle sue disamine”.

Che Schwazer sia davvero un esperto della preparazione dei calciatori è opinabile abbastanza facilmente. Prima di tutto perché la preparazione del calciatore, professionista inoltre, è del tutto diversa da quella di un marciatore. Gli strumenti forniscono dati, ma poi questi bisogna saperli interpretare. Pungere un dito, far uscire un goccia di sangue, metterla sulla striscia reagente e leggere un valore è cosa elementare. Capire perché è uscito quel risultato no, lì viene il difficile. Serve esperienza, ma anche scienza. L’ex atleta, che negli anni scorsi si era iscritto al corso di laurea triennale in Management e turismo all’Università di Innsbruck. Ha frequentato l’Università di Ferrara, conseguendo una laurea triennale in Scienze e politiche per l’ambiente, ma non risulta abbia studi qualificanti nel mondo dello sport. Ha allenato cicloamatori, del resto la bici è il suo primo amore. La scorsa stagione ha lavorato part time con la squadra Primavera del Sudtirol per l’esecuzione di alcuni test valutazione funzionale e pare che non tutto fosse andato bene. Però Schwazer è il figlio prediletto della sua terra. Lì la gente lo ha sempre visto come la povera vittima di un complotto. Perché anche in Alto Adige, chi sbaglia è sempre l’altro. Quindi, avanti con una nuova opportunità. Poi, vuoi che nel pentolone del calcio, non ci sia spazio anche per Alex Schwazer?

schwazer olimpiade calcio doping – MALPENSA24
Visited 354 times, 1 visit(s) today