Mozione M5S Varese: «Stop al DDL Caccia. Favorisce le lobby venatorie»

M5S caccia lobby
Luca Paris, consigliere Cinque stelle, ha presentato la mozione conro il DDl Caccia

VARESE –  Il MoVimento 5 Stelle della provincia di Varese alza la voce contro il DDL Caccia n. 1552, un provvedimento che ritiene «rappresenti l’ennesimo favore alle lobby venatorie, a discapito dell’ambiente, della biodiversità e delle normative europee».

Il territorio si mobilita compatto attraverso i due Gruppi Territoriali attivi nella provincia: quello di Varese Area Nord e quello di Busto Arsizio Area Sud,
entrambi protagonisti di iniziative volte a contrastare l’iter del disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento.

La mozione Paris

In particolare, i Cinque stelle di Varese, con il consigliere comunale Luca Paris, hanno depositato una mozione in consiglio comunale con cui chiede ufficialmente a Regione Lombardia di ritirare il proprio sostegno al DDL, considerato “pericoloso e in contrasto con gli equilibri naturali e le normative comunitarie”.

Lavoro di squadra

Parallelamente, il gruppo territoriale di Busto Arsizio, grazie al dialogo attivo con il Gruppo Ornitologico dell’Insubria, ha fatto da ponte con i referenti parlamentari. Le osservazioni redatte dal gruppo sono già state inviate ai Presidenti di Camera e Senato, e l’azione del M5S ha permesso il coinvolgimento dei portavoce Antonio Ferrara (Camera) ed Elena Sironi (Senato) affinché le istanze del territorio entrino ufficialmente nel calendario delle audizioni presso la Commissione VIII (Ambiente) e la Commissione IX (Agricoltura).

«È fondamentale – si legge nella nota dei pentastellati – che chi conosce da anni le dinamiche ecologiche e tutela la fauna selvatica venga ascoltato. Questo DDL ha falle evidenti, sia sotto il profilo ambientale che legale.  Ma l’impegno del M5S non si ferma ai confini nazionali. Il gruppo provinciale ha attivato anche l’europarlamentare Gaetano Pedullà per verificare la conformità del DDL alle direttive europee in materia di tutela della fauna e degli habitat naturali. Sono già emerse criticità rispetto al diritto comunitario e non vogliamo che l’Italia subisca l’ennesima procedura di infrazione».

L’obiettivo è chiaro: «Fermare un disegno di legge che non tutela l’ambiente, non rispetta gli equilibri ecologici, e risponde esclusivamente agli interessi di pochi.
Per questo invitiamo i cittadini e istituzioni locali a mobilitarsi, perché la tutela della natura è una responsabilità collettiva, non un’opzione politica».

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