Dairago senza punto prelievi, «il Comune accompagni le persone fragili in quelli vicini»

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DAIRAGO – Garantire la continuità del supporto ai cittadini più fragili nel servizio di accesso ai prelievi, attraverso soluzioni alternative al punto prelievi dismesso, favorendo in particolare l’accompagnamento verso i centri vicini e l’assistenza nella prenotazione online. È quanto chiedono al sindaco di Dairago Paola Rolfi e alla giunta i consiglieri di minoranza Milvia Borin, Manuela Bellegotti (Uniamo Dairago), Federico Olgiati e Roberta Ghislotti (Scelgo Dairago) in una mozione dopo che il servizio di prelievi in convenzione con la società Cerba HealthCare Lombardia Srl non è più attivo, determinando la sospensione di un presidio di prossimità (nella foto) «molto utilizzato, in particolare da persone anziane e fragili del nostro comune».

Gli stessi consiglieri chiedono di prevedere la possibilità di attivare ulteriori strumenti di accompagnamento, anche tramite convenzioni con altri soggetti del Terzo Settore, volontari, operatori sociali o figure di servizio civile e di valutare l’inserimento di tale attività di accompagnamento e assistenza fra le mansioni previste per eventuali posizioni di servizio civile attivabili presso il Comune.

Mozione dei gruppi di minoranza

Nella mozione, i gruppi di opposizione ricordano che sul territorio sono presenti punti prelievo presso strutture sanitarie pubbliche nei comuni limitrofi, quali le Case di Comunità di Busto Garolfo e Legnano e l’ospedale di Legnano, e che «numerosi cittadini di Dairago usufruivano del servizio proprio per la sua vicinanza, trattandosi di persone con oggettive difficoltà nello spostarsi autonomamente in altri paesi».

Le loro proposte si avvalgono fra l’altro del fatto che sul territorio è attiva l’Associazione pensionati anziani Dairago (Apad) «che svolge un prezioso servizio di accompagnamento per disabili e persone fragili verso strutture sanitarie, ma che opera con un numero limitato di volontari e non può essere ulteriormente gravata senza un adeguato supporto aggiuntivo. È pertanto importante valorizzare il ruolo sociale dell’Apad, sostenendola, ma al tempo stesso prevedere soluzioni alternative nel caso in cui l’associazione non fosse in grado di ampliare la propria attività».

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