Oasi Boza, Cassano Magnago continua con Legambiente. Accordo per 4 anni

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CASSANO MAGNAGOOasi Boza, si continua con Legambiente. Per altri quattro anni, sarà ancora il circolo “Il presidio” di Cassano Magnago a mantenere la gestione dell’area naturalistica. Un affidamento in convenzione che – si legge nella determinazione del Comune – avrà tre obiettivi: «Garantire il controllo, la sorveglianza e la tutela ambientale dell’Oasi».

L’Oasi Boza

La Boza è nata come cava per l’estrazione dell’argilla per la fabbricazione di mattoni, attività un tempo fiorente sul territorio. Gli scavi, mettendo a nudo lo strato argilloso impermeabile del terreno, hanno infatti favorito la raccolta di acqua piovana, sino alla formazione dello stagno che dà oggi il nome all’area. Abbandonata intorno alla metà degli anni Settanta, l’Oasi è stata colonizzata da specie tipiche degli ambienti umidi. Ma, prima di diventare una riserva naturale protetta, è rimasta a lungo in una situazione di degrado, arrivando persino a essere utilizzata come discarica.

Un luogo caro ai cassanesi

Nel tempo, l’area è diventata particolarmente cara ai cittadini di Cassano Magnago, tanto che – all’inizio dell’anno – il sindaco Pietro Ottaviani e la sua giunta hanno deciso di dar seguito alla volontà di un cittadino deceduto, consentendogli di spargere proprio nell’Oasi le sue ceneri. La fascia della riserva posta a sud della via Salvo d’Acquisto, dalla biglietteria al campo sportivo, sino oltre il traliccio della telefonia (addentrandosi nel bosco) è così diventata a tutti gli effetti un luogo idoneo alla dispersione delle ceneri.

Dalla parte dei più giovani

Oggi, con il rinnovo della convenzione con Legambiente (firmata per la prima volta nel 2021), l’amministrazione punta a «mantenere la funzionalità delle strutture, al fine di garantirne la fruibilità a tutta la cittadinanza». Con particolare attenzione ai più giovani. La volontà è infatti quella di promuovere iniziative di carattere divulgativo, culturale, ricreativo e sociale legate al territorio. Ma anche progetti di educazione, formazione e ricerca ambientale». A supporto delle attività, il Comune fornirà a “Il presidio” un rimborso spese massimo di 7.500 euro l’anno, per un totale di non più di 30.000 euro nell’arco del quadriennio.

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