di Gianfranco Bottini
Le guerre così vicine che par di sentire il rumore delle bombe, l’America trumpiana che quotidianamente cambia faccia, le tragedie collettive alle quali c’è chi si rifiuta di dare il giusto nome: questi ed altri sono i temi con i quali si riempiono le ore dei salotti televisivi, con chiacchiere ripetitive e destinate, purtroppo, a non scalfire la crudezza di molte situazioni.
Con tutto il rispetto per i partecipanti a queste discussioni dobbiamo però rilevare che nessuno di loro pare essersi accorto (o a qualcuno conviene fare “orecchie da mercante”), che contestualmente ai fatti gravissimi di cui quotidianamente si parla, qualcosa di più generale e grave sta avvenendo.
Il sistema delle regole internazionali è in pericolo!
Negli ultimi settant’anni la comunità internazionale ha vissuto sotto un ombrello fatto di norme e ancor più di consuetudini che, anche se non sempre rispettate alla lettera, hanno comunque costituito un punto di riferimento condiviso e un argine contro gli arbitrii.
È vero che pilastri come la sovranità nazionale, le regole di condotta in guerra rispetto a civili e prigionieri, la libera navigazione in acque internazionali (solo per fare degli esempi) sono stati anche nel passato facilmente disattesi, ma almeno la politica e la diplomazia, spesso ricorrendo a farisaiche ed ipocrite argomentazioni, sono quasi sempre riuscite a “mettere una pezza” alle specifiche situazioni, con il fine ultimo di salvare comunque i principi normativi.
Oggi quell’argine si è rotto in più punti, soprattutto ad opera di quelle che vengono definite “grandi potenze” che, pur in contrasto fra loro, stanno smantellando quei punti di riferimento che hanno consentito di contenere il dialogo diplomatico entro una via pressoché obbligata, dando una certa prevedibilità alle relazioni fra gli Stati.
E se l’invasione dell’Ucraina ci può far dire che si è trasgredito ad una legge scritta che è quella della sovranità territoriale, le migliaia di civili impotenti che vengono quotidianamente colpiti, le intere popolazioni che vengono forzatamente spostate, i presidi sanitari e i luoghi di culto che vengono “erroneamente” offesi, ci fanno dire che anche quel minimo di regole non scritte di rispetto per la vita umana, sono saltate.
La durezza di certe immagini è tale da consentirci persino il pilatesco dubbio della non veridicità!
Senza ignorare altri teatri di guerra, fa particolare impressione vedere ciò che avviene (parliamo di Gaza) con l’attiva partecipazione di chi, nel non lontano passato, è stato una mai dimenticata vittima di analoghe situazioni.
Purtroppo, bisogna considerare che ogni volta che una regola, scritta o non, viene ignorata senza conseguenze (se non dialettiche), come purtroppo sta avvenendo, il messaggio che passa è che le norme valgono fin che conviene rispettarle.Questo crea dei pericolosi precedenti e una probabilissima irreversibilità nell’ambito del sistema dei rapporti internazionali.
Oggi come oggi se a quanto si è accennato si aggiungono poi altre considerazioni legate ai rapporti economici e commerciali (vedi dazi, sanzioni, risorse energetiche etc) si può affermare l’esistenza di qualcosa di più che semplici segnali di uno scivolamento della politica internazionale verso un ritorno “alla legge del più forte”.
Non si può ignorare lo sforzo comune che, con l’obbiettivo del non ripetersi di un disastro mondiale, gli Stati hanno messo in campo, negli ultimi decenni, nel darsi regole, scritte e non, in modo che nei loro rapporti la “forza” non fosse l’unico elemento determinante. Se oggi quelle regole vanno a perdere efficacia la conseguenza non potrà essere che il preoccupante ritorno alla “casella del via”!
Ci sia consentito concludere queste preoccupate considerazioni riportando una affermazione (della quale non ricordiamo l’autore) uscita dai lontani dibattiti che nel secolo scorso si svilupparono intorno alla necessità di uscire da quell’immenso caos creato dalla II Guerra mondiale: “Le regole internazionali sono come i freni di un’auto: ci accorgiamo di quanto siano importanti solo quando smettono di funzionare”.
