Vuelta, Almeida grande sull’Angliru. Vingo resiste. E Netanyahu ringrazia la Israel

Vuelta Angliru Almeida Vingegaard
Il tremendo sforzo di Joao Almeida sull'Angliru. Alla sua ruota Vingegaard (Sirotti)

Uno straordinario Joao Almeida domina dal primo all’ultimo metro l’Angliru. La 13a tappa della Vuelta è sua, ma Jonas Vingegaard non molla la sua ruota neanche di un centimetro ed chiude al secondo posto. Alla fine la differenza è solo negli abbuoni. Il vantaggio del danese ora è di 46″. Per Almeida la 10a vittoria stagionale arriva al termine della miglior giornata in carriera. Per la sua Uae è il 79° centro stagionale. Vicine le 81 vittorie dello scorso anno e record della Columbia, 88, ormai nel mirino.

Spinto al limite

“Non ci posso credere – dichiara a caldo il vincitore – ho fatto del mio meglio, mi sono spinto al limite.  Jonas è sempre stato a ruota e da un momento all’altro mi aspettavo un suo attacco”. Il finale non ha avuto storia. “Conoscevo il finale perché l’ho fatto due anni fa. Sapevo che se entravo in testa all’ultima curva vincevo”.

La battaglia per il 3° posto

In grande risalita le quotazioni di Jai Hindley che in questa Vuelta non ha mai preso un filo d’aria. L’australiano della Red Bull sembra avere ritrovato la forma che gli ha permesso di conquistare il Giro d’Italia 2022. Oggi ha chiuso 3à a 28″ da Almeida e Vingegaard e accorciato in classifica su Pidcock che mantiene la terza posizione. Tra i due ci sono 42″ di distanza.

I tempi

Resiste il tempo record di scalata, preso dall’uscita di Riosa, stabilito da Roberto Heras nel 2000: 41’56” sui 12,8 km. Il tempo cronometrato oggi da Wladimir Belli, sulla stessa distanza, è di 42’28”.

Bravo Pelli

Applausi per Giulio Pellizzari che al termine di una tappa molto sofferta rafforza la sua maglia bianca di miglior giovane. Il marchigiano della Red Bull si stacca appena le rampe dell’Angliru mordono i muscoli. Potrebbe andare alla deriva, invece resiste. Si mette del suo passo e ritorno sotto. Chiude 6° a 1’11” da Almeida e guadagna 5″ su Riccitello, suo rivale per la bianca. Ora nella generale è 6° a 4’01” da Vingegaard. Migliore degli italiani.

Male Ciccone

Giulio Ciccone prima del via racconta di avere un problema che loi affligge dalla tappa 9, un foruncolo a quello che lui definisce “sottosella”. Chissà se sarà questo il motivo della prestazione negativa, fatto sta che l’abruzzese della Lidl-Trek salta appena la corsa entra nel vivo. La classifica ormai è andata (8° a 4’54”), vedremo se sarà capace di conquistare una tappa prima di domenica 14. Una domanda non secondaria visto che Marco Villa, il c.t. della Nazionale, gli ha affidato il ruolo di punta per il Mondiale che domenica 27 si correrà a Kigali, in Ruanda. La sua condizione è ancora ottima oppure è in fase calante? Lo sapremo nei prossimi giorni.

Tiberi respinto

Antonio Tiberi era partito da Torno con grandi ambizioni ma è finito presto fuori classifica. Oggi voleva approfittare di questa tappa prestigiosa per cercare la riscossa. Antonio è entrato nella fuga di giornata, poi una foratura a 20 km dal traguardo. Una volta tornato in sella non è riuscito a rientrare sulla testa della corsa. Anzi, nell’insidiosa discesa del Cordal, che ha segnato in passato la pelle di molti corridori, è caduto dopo avere strisciato sul guardrail. Il guizzo con cui s’è salvato da danni più gravi per lui è la miglior cosa in queste tredici tappe. Forse gli  manca l’appoggio di Damiano Caruso. Anche lui farà parte della spedizione azzurra per il Mondiale.

I complimenti di Netanyahu alla Israel

Anche la tappa odierna è stata segnata dalla protesta ProPal. Un gruppo minuscolo di manifestati, poi dispersi dalla Guardia Civil, è riuscito a bloccare la corsa ai piedi dell’Angliru. Jungels, Cepeda e Vinokourov, che erano in fuga, hanno perso una trentina di secondi, forse meno. In serata si è fatto sentire anche Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Questo il suo messaggio affidato a X: “Eccellente lavoro di Sylvan e della squadra israeliana per non cedere davanti all’odio e all’intimidazione! Israele si sente orgoglioso!”. Sylvan è Adams, il proprietario del team. Un messaggio che potrebbe essere benzina sul fuoco della protesta.

Netanyahu: “Eccellente lavoro, di Sylvan e della squadra israeliana, per non cedere davanti all’odio e all’intimidazione! Israele si sente orgoglioso!”

L’ultimo chilometro della 13a tappa 

La 13a tappa – Ordine d’arrivo e classifica

La tappa di domani

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