ConfCommercio UniAscom a Google Italia: «Il valore dell’IA per le nostre imprese»

Rudy Collini durante lo speach a Google Italia

MILANO – L’intelligenza artificiale alleata o nemica delle imprese, degli imprenditori e dei lavoratori? Bob Dylan direbbe: “The answer is blowin’ in the wind”, ovvero “la risposta soffia nel vento”. E nell’epoca che stiamo vivendo soffia il vento della rivoluzione tecnologica, la quinta, dall’avvento della rete a oggi,  e ognuna succede all’altra a una velocità impressionante. Questo per dire che la risposta non è netta, chiara e scientifica. L’IA anziché chiarire con le sue strabilianti capacità, dà e toglie. «Come accade in tutti i periodi di transizione», ha sostenuto il sociologo Massimo Colombi nel suo intervento alla sede di Google Italia, durante la mattinata (oggi, lunedì 15 settembre) di formazione e informazione organizzata e promossa da Confcommercio.

Il ruolo dell’uomo

Pensare che la sfida tra uomo e algoritmo vedrà quest’ultimo come vincitore finale è l’approccio sbagliato. Lo pensa Rudy Collini, presidente provinciale di ConfCommercio Varese, ma anche Colombi, Emanuele Frontoni, docente universitario e ricercatore e i ricercatori di Google Italia che sono intervenuti durante la mattinata.

Tutti i relatori concordano sul fatto che la sfida è grande per il mondo dell’imprenditoria, ma anche per quello della cultura e, più in generale, per l’intera società. Il primo rimedio di fronte allo stupore e allo smarrimento suscitati dalle capacità dell’intelligenza artificiale generativa è la consapevolezza che, da ora in avanti, l’uomo-imprenditore e l’uomo-lavoratore non collaboreranno più soltanto con altri esseri umani, ma anche con gli algoritmi. «L’intelligenza artificiale – ha spiegato Frontoni – fa grandi cose, ma non i miracoli. È uno strumento che per dare risposte ha bisogno di dati e questi dati li fornisce l’uomo. Questo per dire che serve consapevolezza, ma anche specializzazione e conoscenza per fare dell’IA uno strumento utile».

Non è tutto oro…

Prima della parte più tecnica e formativa, dedicata agli strumenti offerti da Google Italia con lo sviluppo di Gemini, ormai integrato in tutti i servizi della suite del colosso tecnologico, il sociologo Colombi ha disambiguito i pro e i contro che l’avvento dell’IA ha mixato dando vita misto tra grande euforia da un lato e giganteschi timori dall’altro.

«Non siamo nel mezzo di un disastro – ha detto – bensì nel pieno di una transizione. E ogni momento di transizione porta co sé crescita e perdita. Con l’intelligenza artificiale ci sono realtà imprenditoriale che crescono anche ben oltre le proprie aspettative. Altre invece, restano irrimediabilmente indietro. Ciò vale anche per le professioni (alcune si perderanno, altre ne nasceranno) e per i posti di lavoro. La sfida nella sfida è quella di innestare nei sistemi imprenditoriali lo sviluppo tecnologico senza creare sacche di “arretratezza” tecnologica».

Ci saranno perdite? La risposta è «sì», come avviene in ogni momento di transizione». Quindi, da un lato ci sono realtà come Google che mettono in campo servizi e strumenti che migliorano produzione, ma anche processi lavorativi, dall’altro, realtà associative, come ConfCommercio hanno il ruolo di «dare sicurezza ai proprio associati, di far crescere competenze, consapevolezza e conoscenza. L’intelligenza artificiale, infatti, non rappresenta la fine del lavoro o dei lavori come li abbiamo intesi fino a oggi, ma semmai è lo strumento che li trasforma».

Conoscere, sperimentare e utilizzare

Non a caso l’intervento di Rudy Collini si è basato su tre pilastri: «Conoscere, sperimentare e utilizzare nella quotidianità del proprio lavoro. Se applichiamo questo approccio vinciamo la paura che ancora molti provano davanti all’Intelligenza artificiale. In sintesi, se l’uomo imprenditore è protagonista delle proprie scelta ha tra le mani uno strumento davvero alleato per la crescita della propria impresa».

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