VARESE – Uno spettacolo che, affrontando il tema delle azzardopatie, domenica 12 ottobre trasformerà piazza San Vittore di Varese in un tavolo da gioco collettivo dove il pubblico diventerà protagonista attivo: sarà l’anteprima gratuita “Fill in the gap” a inaugurare la nuova stagione di Latitudini che oggi, giovedì 9 ottobre, è stata illustrata da Paola Manfredi e Dario Villa di Teatro Periferico e Maddalena Vanolo e Susanna Miotto di Karakorum.

Uno spazio critico per riflettere insieme
«Il teatro può dare un contributo alla creazione di un futuro migliore, nella misura in cui diviene spazio critico nel quale riflettere insieme – così Manfredi e Villa hanno introdotto le novità in arrivo per la stagione invernale, da ottobre a marzo – sin dalle sue origini si è infatti caratterizzato come arte partecipativa e politica, capace di stimolare il dibattito sui temi più importanti. Saranno programmati spettacoli che diventeranno spazi di discussione e approfondimento, cui faranno seguito una cena e un successivo incontro alla presenza di esperti che dialogheranno con gli artisti. A porre loro domande sarà lo Young Board di Teatro Periferico, un gruppo di adolescenti e giovani chiamato, tra l’altro, a scegliere uno spettacolo della stagione dedicato a temi e linguaggi cari alle nuove generazioni. Gli spettacoli selezionati tratteranno argomenti di stretta attualità: la guerra, la minaccia agli spazi di democrazia e alle libertà individuali, le nuove solitudini, la violenza di genere e i diritti delle donne, l’inquinamento ambientale e l’occupazione lavorativa».
Un anticipo della seconda parte di stagione – che sarà resa pubblica a gennaio 2026 – sarà “Il secolo è mobile” del giornalista Gabriele Del Grande sul tema delle migrazioni, che sarà ospitato a Germignaga. Da marzo a luglio riprenderà la formula del teatro diffuso – «un teatro che muove e che si muove» – con altri sette Comuni del territorio: Castello Cabiaglio, Luino, Masciago Primo, Montegrino, Cuveglio e Orino. «Ospiteranno spettacoli di teatro di narrazione, di figura e burattini, sempre con un’attenzione all’attualità. Infine un Comune della Val Veddasca ospiterà anch’esso uno spettacolo, che avrà per tema l’abbandono delle terre alte e chi vi si oppone continuando a viverci, tra mille difficoltà, dando luogo a quel fenomeno chiamato “restanza”».

Prime date sulla missione in Afghanistan e Kafka
I primi appuntamenti dei sette al momento annunciati al Teatro Comunale di Cassano Valcuvia saranno “Mio eroe”, di Giuliana Musso e premio Cassino Off, sabato 25 ottobre, ispirato alla biografia di alcuni dei cinquantatré militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione Isaf (2001-2014) e sabato 21 novembre “Circo Kafka”, tratto dal romanzo “Il processo”. Come ha osservato Villa, «il nostro pubblico è diventato più competente ed esigente: non gli basta più una “passeggiata” attraverso la narrazione, vogliono anche incontrare le persone e le loro storie».
«In sedici anni – così il bilancio di Manfredi – abbiamo raccolto un pubblico affezionato nei paesi creando una buona base di ascolto. In questo momento storico i problemi sono moltissimi e le notizie corrono velocissime, ma allo stesso tempo sono anche più imprecise. Proviamo a offrire spazi di approfondimento: per noi, come artisti, l’emozione è la cosa più importante ma cerchiamo di fornire anche l’occasione per riflettere. Dopo tanto tempo vogliamo anche chiedere alla comunità che ci segue di dire la propria, creare uno spazio di dialogo. Come Teatro Periferico siamo cresciuti, con la possibilità di espanderci data anche dal teatro diffuso: ogni anno abbiamo circa duemila persone presenti con sale piene sia allo Spazio Yak che da noi. È necessario trovare sempre qualcosa di diverso per un pubblico di cultura medio-alta che viene a teatro non solo per divertimento».

Una cultura sempre più accessibile a un pubblico sempre più vasto
Come hanno spiegato Vanolo e Miotto, inclusività, accessibilità e impegno civile sono le direzioni della nuova annualità di Spazio Yak, per offrire spettacoli di alta qualità a un pubblico sempre più vasto. La stagione 2025/2026 è stata pensata e costruita all’interno del progetto OpenYak, finanziato da Fondazione Comunitaria del Varesotto e in partenariato con La Miniera di Giove e Vo.C.E., e con il contributo del Comune e di Regione Lombardia: si tratta di un tentativo di proporre un “nuovo teatro d’arte per tutte e tutti”, in ascolto e in dialogo con le realtà del territorio.
Spazio Yak, nel cuore del quartiere Bustecche, vuole diventare sempre più luogo aperto, dove la cultura può diventare accessibile a tutte e tutti, senza barriere economiche, culturali e relazionali. Il confronto con chi opera quotidianamente sui territori, a sostegno di persone, famiglie, situazioni di fragilità, sarà fondamentale per sperimentare insieme nuove pratiche di accessibilità culturale. Un invito a immaginare insieme: per questo motivo la sala aprirà le porte a operatori e operatrici del terzo settore, della scuola e dell’educazione, associazioni, cooperative per co-progettare pratiche di accessibilità, su diversi livelli.
Dopo l’anteprima di “Fill in the gap” Spazio Yak ospiterà dal mese di novembre una ricca programmazione tra prosa, teatro ragazzi, circo contemporaneo e performance multidisciplinari. Ad aprire ufficialmente la stagione sul palco sarà “Un cerchio dopo l’altro”, della giovane compagnia Ecateatro: uno spettacolo senza parole adatto a tutte le età. Con leggerezza e poesia accompagnerà il pubblico alla scoperta dei veri valori dello sport – la collaborazione e la perseveranza – attraverso il linguaggio universale della clownerie, del corpo e della comicità. La proposta è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
A seguire, “Stretto” di Stefano Panzeri, spettacolo di narrazione che conduce gli spettatori in un viaggio poetico tra mito e memoria: intreccia storie, visioni e musica in un racconto evocativo sulle radici e sull’identità, ambientato sullo Stretto di Messina, in un’esperienza accessibile anche a un pubblico non vedente. Sarà poi il turno di un altro spettacolo tout public: “Per un pelo”, dove il circo contemporaneo incontra la musica dal vivo e la clownerie in un vortice di leggerezza e ironia, che celebrerà la bellezza del fallimento e l’imperfezione come motore creativo, coinvolgendo spettatori di ogni età in una festa di movimento e musica.
Chiuderà il mese di novembre “Seconda classe”, l’ultimo lavoro della prestigiosa compagnia Controcanto Collettivo, che affronta il tema della disuguaglianza e del privilegio attraverso una storia familiare intima e potente, capace di restituire con delicatezza le contraddizioni del nostro tempo. Nel periodo natalizio, Spazio Yak si aprirà alle famiglie e ai bambini con “Il dolce Natale”, racconto fiabesco che intreccia sorellanza, affetto e magia, per riscoprire insieme il calore delle relazioni e dello stare insieme.

Il nuovo anno comincia con le calciatrici che sfidarono il Duce
Il nuovo anno sarà inaugurato da “Giovinette”, sulle calciatrici che sfidarono il Duce: riporterà alla luce la storia del primo gruppo femminile calcistico italiano, capace di opporsi al regime fascista con coraggio, ironia e spirito di libertà. A febbraio arriverà “Monna Lisa mon amour”, spettacolo dedicato ai ragazzi e alle ragazze in età preadolescenziale, che racconterà con tono brillante e giocoso la vicenda del furto della Gioconda, tra arte, identità nazionale e il secolare campanilismo tra Italia e Francia. Nello stesso mese, “Boiler Room – Generazione Y” di Ksenija Martinović porterà in scena una performance sonora e visiva dedicata alla generazione dei Millennials, esplorando fragilità, desiderio di appartenenza e bisogno di comunità in un mondo sempre più digitale e iperconnesso.
A chiudere febbraio sarà “Rebecca”, toccante monologo tratto dal romanzo “La vita accanto” di Mariapia Veladiano: un’esperienza sensoriale immersiva che si svolgerà completamente al buio, accessibile a persone non vedenti e ipovedenti, per restituire al pubblico un ascolto profondo e intimo. Nel mese di marzo andrà in scena “Neo”, storia di una mamma affronta con ironia e poesia i primi mesi della maternità, tra emozioni, paure e riscoperta di sé. In questa occasione verranno sperimentate nuove forme di accessibilità per neo-genitori, con l’obiettivo di rendere il teatro un luogo accogliente anche per chi vive le prime fasi della genitorialità. Seguirà “Ida e la bambina nuova”, spettacolo per bambini che invita i più piccoli a scoprire la propria voce e a dare spazio alle emozioni spesso inascoltate, in un percorso di crescita e consapevolezza.
Il mese si chiuderà con “Valeria e Youssef”, che segnerà il ritorno a Spazio Yak di due importanti artisti della città: Angela Demattè, autrice del testo, e Andrea Chiodi, regista. Racconterà l’intenso dialogo tra una madre e il figlio ventenne attratto dal fondamentalismo religioso, diventando una profonda riflessione sul bisogno di senso, sulla fede e sulle responsabilità educative del nostro tempo. La stagione si conclude ad aprile con “David – Come quando eravamo felici” de La Confraternita del Chianti, in collaborazione con Karakorum Impresa Sociale. Un racconto intenso e commovente che affronta il dolore e la vergogna di un padre dopo un gesto estremo del figlio, trasformando la tragedia in un percorso di consapevolezza, perdono e speranza.

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