Una Costituzione per l’Europa: confronto a Varese. «Al centro i valori, non il mercato»

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I relatori del convegno all'Insubria

VARESE – Dopo cinque tentativi, dagli anni Cinquanta a oggi, l’Unione Europea non dispone ancora di una vera Costituzione. Un testo condiviso e vincolante potrebbe garantire diritti ai cittadini e competenze agli organismi europei, aprendo la strada ad una prospettiva di “Stati Uniti d’Europa”. Ma quali devono essere le basi valoriali di questa Costituzione? Sul tema hanno discusso studiosi e politici in una tavola rotonda che si è svolta stamattina – venerdì 17 ottobre – all’Università dell’Insubria (qui sotto il video).

Due giorni di confronto

Il momento conclusivo di una due giorni di confronto promossa dall’ateneo che aveva preso il via giovedì a Villa Toeplitz con un focus sulla storia, il pluralismo linguistico, i rapporti pluriculturali e il ruolo delle autonomie locali. Oggi in aula magna i lavori si sono aperti con i contributi di Giuseppe Battarino, già magistrato e docente all’Insubria, e di Paola Biavaschi, direttrice del Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio. «Credo che sia importante soprattutto parlare in un ambito universitario, parlarne ai giovani e anche parlarne tra studiosi della materia – ha commentato Battarino – perché le vicende dell’epoca contemporanea, le vicende di questi mesi, di questi anni, addirittura di queste ore, sono vicende che coinvolgono e devono coinvolgere i cittadini. Che devono comprendere, possono comprendere di avere nella Costituzione della Repubblica, nella prospettiva europea, una difesa rispetto alla tutela dei loro diritti, ma anche alla tutela della sicurezza, intesa in un senso molto ampio e alto rispetto al tema».

Al centro i valori

Quindi la tavola rotonda tra esponenti della politica, con qualche defezione rispetto ai nomi annunciati: non sono potuti intervenire il vicepresidente vicario del Senato Gian Marco Centinaio e l’europarlamentare Giorgio Gori. Presenti due deputati varesini: Andrea Pellicini di Fratelli d’Italia e Maria Chiara Gadda di Italia Viva. «Varese è nel cuore dell’Europa e si trova al confine con la Svizzera. Siamo una porta d’Europa – ha sottolineato Pellicini – dobbiamo riconoscere e soprattutto impegnarci affinché le istituzioni europee acquistino sempre più un valore politico importante. Non può essere soltanto il mercato a dominare le logiche europee ma deve essere una politica fatta di valori, di istanze, i valori della civiltà occidentale, i valori della tradizione e delle radici giudaico-cristiane che ad esempio non sono state inserite nel preambolo della costituzione del 2004 che poi fu bocciata da alcuni paesi europei».

Partire dalla Costituzione

«L’Italia è un paese fondatore dell’Europa e siamo in un momento di svolta, quindi è un dibattito importante promosso dall’Università perché l’Europa ha un cambio di passo – ha osservato Gadda – i nostri padri fondatori hanno scelto di costruire uno spazio comune, oggi tocca alla società civile ma anche alla politica dare un destino diverso all’Europa. Sono tanti i temi oggi all’ordine del giorno, non soltanto la difesa comune, ma anche politiche che siano in grado di valorizzare i bisogni e le aspettative dei cittadini italiani ed europei. Quindi la Costituzione, la base valoriale è un elemento importante da cui partire, guardando al passato, a quello che l’Europa è stata ma soprattutto quello che oggi l’Europa vuole essere».

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