VARESE – Si conferma in Europa l’esistenza di una anomalia italiana. Siamo il Paese dove il potere d’acquisto dei redditi da lavoro e pensione è arretrato di più, ma siamo diventati per l’azzardo il mercato più importante d’Europa, e trai primi al mondo. La perdita complessiva degli italiani nell’azzardo (21 miliardi di euro) è la maggiore d’Europa, superiore a quella del Regno Unito e molto distante da Germania e Francia (14 miliardi). È una ulteriore conferma della relazione inversa tra la situazione socioeconomica e l’incremento della raccolta dell’azzardo, oltre che del suo ruolo importante nel mantenimento, se non dell’accelerazione, delle diseguaglianze sociali. Sono tanti i fattori che portano all’idea illusoria che una vincita possa risolvere, in un colpo solo, i propri problemi economici; tra questi la crescita della pubblicizzazione dell’azzardo, anche attraverso strumentali inviti al gioco responsabile, che altro non sono che l’aggiramento dei residui divieti.
I numeri
E’quanto certifica la terza edizione del “Libro nero del gioco d’azzardo”, lo studio sul gioco on line realizzato da Federconsumatori e Cgil. La raccolta dell’azzardo in Italia nel 2024 ha raggiunto i 157,4 miliardi, una cifra incredibile, equiparabile al 7,2% del PIL e superiore di 20 miliardi in confronto alla spesa sanitaria complessiva. Rispetto all’anno precedente la crescita è stata del 6,6%; sul 2019 del 42,5%. La raccolta pro-capite, per ogni cittadino con più di 18 anni, ha raggiunto i 3.137 euro. Le perdite per gli italiani sfiorano nel complesso i 23 miliardi, corrispondenti al reddito medio netto di 1.150.000 lavoratori e lavoratrici a tempo pieno. Il superamento del canale online su quello fisico è cosa avvenuta da tempo, ma riguarda soprattutto il centro-sud, dove la malavita organizzata e l’economia grigia e nera utilizzano l’azzardo in remoto come modalità conveniente per il riciclaggio di capitali sporchi. Mentre a livello nazionale l’azzardo fisico non ha ancora raggiunto i livelli pre-pandemici, l’azzardo online è cresciuto di 10 miliardi nel 2024 (+12,2%) raggiungendo i 92,1 miliardi, contro i 65,3 dei diversi giochi fisici, in lieve calo sull’anno precedente. I conti attivi online hanno ormai superato i 20 milioni, prossimi ad uno ogni due cittadini nella fascia 18-74 anni, dove si concentra la quasi totalità dei giocatori. Un rapporto con enormi differenze territoriali, con la Campania che prosegue il suo avvicinamento al rapporto 1:1, con 843.000 nuovi conti aperti nel 2024. Ovviamente un singolo giocatore può avere a disposizione anche decine di conti gioco, ma in Italia si stimano, nel solo canale online, 4,5 milioni di giocatori attivi nel 2024, in crescita quasi del 10%.
Regioni, Provincie, Comuni
Non si può parlare di azzardo in Italia omettendo le profonde differenze esistenti tra aree del Paese, tra provincie e Comuni, a volte contigui. Differenze che nel caso dei dati delle slot (purtroppo indisponibili nel dettaglio) attengono anche le dimensioni della rete fisica dell’azzardo, ma che nel caso dell’online corrispondono pericolosamente alla mappa dei fenomeni di illegalità. Isernia è il più piccolo capoluogo d’Italia, ed è primo per giocato pro capite nel solo online; Isernia registrava nel 2022 2.686 euro di giocate pro- capite, saliti a 4.143 nel 2023, diventati 6.853 euro nella fascia 18-74 anni. Più 155% in due anni, sei volte di più di Treviso, quasi quattro volte più de L’Aquila e Ancona. Anche la provincia di Isernia è prima in Italia nel pro-capite, davanti a tre provincie siciliane e tre campane.
La classifica delle provincie italiane per l’azzardo da remoto vede, dopo Isernia, Siracusa, Messina e Palermo. Alle tre provincie siciliane seguono tre provincie campane, Salerno, Napoli e Caserta. Quindi a completare i primi dieci posti Reggio Calabria, Taranto e Teramo. Tutte le dieci provincie sono sopra i 3.000 euro, nella fascia 18-74, e tutte hanno fatto registrare crescite importanti nel 2024. Più in basso nella classifica si fa notare la crescita del 27% di Novara, il 26% di Livorno, il 23% di Bolzano, il 21% di Venezia. La Sardegna registra 2.270 euro pro capite nell’online, dato superiore alla provincia di Milano, cresciuta del 19%.
Venendo ai capoluoghi di provincia, dietro al dato choc di Isernia, Siracusa supera i 4.000 euro pro-capite, e a seguire Reggio Calabria, Messina, Catania, Crotone, Benevento, Catanzaro, Palermo e Pescara. Poco fuori dai primi dieci va evidenziata la condizione di Lecce, con una crescita del 38%. Ma anche la città di Pavia cresce di un anomalo 39%, mentre Livorno, Bolzano e Verbania registrano un +30% sull’anno precedente. Più in là nella classifica dei comuni capoluogo Viterbo cresce del 51% e Varese del 29%.
Nella classifica dei Comuni oltre i 10.000 abitanti, troviamo ai primi due posti (il terzo è Isernia) vecchie conoscenze dei Report. Castel San Giorgio, che sfiorava i 12.000 euro pro-capite nei dati 2023, cresce del 52% fino ai 18.045 euro. Ogni mese, ogni abitante del paese in provincia di Salerno di età compresa tra 18 e 74 anni, “investirebbe” 1500 euro nel solo gioco online. Al secondo posto ancora Zola Predosa, a poca distanza da Bologna, che cresce del 23%, arrivando a 9.608 euro. Sopra i 6.000 euro pro-capite seguono, dopo Isernia, Patti (Me) e San Cipriano d’Aversa (Ce), che registra un +59%. Quindi, in lieve arretramento Martina Franca (Ta) e Calderara (Bo). Infine, nei primi dieci, Apricena (Fg), + 81% e Calvizzano (Na), uno dei molti Comuni, trai primi 100, che ha subito almeno uno scioglimento del Consiglio Comunale, nel periodo 1991-2024, per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso. Da indagare il caso di Sedriano, in provincia di Milano, che in un anno passa da 2.787 a 4.803 euro, e quello di Arzachena (Ss), che cresce del 119%, raggiungendo i 4.322 euro, sempre nel solo canale online. Nella classifica dei primi 100 Comuni anche sei capoluoghi: Reggio Calabria, Messina, Catania, Crotone, Benevento e Catanzaro. Tra le diverse novità di questo terzo Libro Nero si trovano la sintesi delle prime dieci città italiane, dove ai dati dell’online vengono aggiunte le stime del gioco fisico. Roma ha una media pro capite, dell’azzardo complessivo, di 3.558 euro, Milano di 3.377, Napoli di 4.546, Torino di 2.949, Genova di 2.654 euro, Palermo di 4.548, Firenze di 2.760. Bologna supera i 3.000, Bari sfiora i 4.000, Catania ha il record, tra le prime dieci città italiane, con 4.803 euro pro capite, due terzi dei quali raccolti nell’online, come peraltro accade a Palermo. «Da sempre – spiegano gli estensori – sviluppiamo la collana dei nostri report non per sostenere tesi proibizionistiche ma per contribuire, attraversi i dati, a fornire strumenti di consapevolezza a chi si approccia all’azzardo. Questo in uno Stato che prosegue spedito sulla strada caratterizzata dalla “propria condizione di dipendenza” dalle (sempre meno) entrate erariali e dai sempre maggiori costi sociali. Costi che sempre più coinvolgono il nuovo mercato dell’azzardo, quello sul quale stanno investendo a livello globale tutti i grandi players concessionari, il mercato dei giovani e dei giovanissimi. L’opera in atto di “normalizzazione” dell’azzardo nella vita quotidiana è evidente ed è funzionale ad allevare la futura generazione di giocatori, sempre più tecnologici, sempre più ricettivi, sempre più fragili».
Cardano, capitale del gioco d’azzardo on line in provincia di Varese. La classifica
